Accordi e disaccordi: the green hornet

LA REDAZIONE SI METTE A CONFRONTO SUL FILM DI MICHEL GONDRY

Ci siamo chiesti quali pareri uscissero all’indomani della visione del film, il risultato è un simpatico pro&contro.

1) Quale pubblico conquisterà?

Simone Bracci I teenager, gli eterni Peter Pan e tutti coloro che amano i fumetti. Magari inizialmente anche i fan di Gondry, salvo poi rendersi conto che il regista francese si cela dietro un compromesso tra cinema pop e avanguardia europea. In soldoni, botti e sparatorie fanno capoline dietro turpiloqui e ingegnose trovate stilistiche.

Francesco Buosi Gli amanti dei comics in primis. Tutti gli orfani di supereroi degni di questo nome che in attesa di un altro beniamino in verde, Green Lantern, si recheranno al cinema più per curiosità che per una reale ammirazione verso un personaggio di cui, almeno in Italia, si conosce ben poco.

2) Stilisticamente è all’altezza dei suoi film precedenti oppure no?

S.B. A tratti, ci mette del suo il regista, ma non affonda mai il pedale sulle sue piste favorevoli. Ovvero il sogno, la mescolanza di generi e il videoclip creativo. Il risultato è un film sospeso, scritto da un americano, girato da un sofisticato cineasta d’oltralpe.

F.B. Il film presenta poche attenzioni stilistiche degne di nota. Si attinge a piene mani dalla recente filmografia di altri eroi da fumetti scopiazzando effetti e sequenze che ovviamente sanno di già visto.

3) Lo consiglieresti?

S.B. Certo, diverte e farà divertire. Sempre che l’occhio critico sia quello d’ordinanza, ovvero poche pretese, tanto popcorn e voglia di evasione in stile entertainment. Insomma, The Green Hornet è un pezzo di cinema contemporaneo che sicuramente si inserisce bene nel filone comics ad alta spettacolarità di ripresa.

F.B. Molto probabilmente il pubblico di riferimento sarà quello dei giovanissimi. Un eroe poco conosciuto, un film con attori poco conosciuti in Italia cui non basterà la presenza della sempre bellissima Cameron Diaz. Dobbiamo attenderci davvero un magro risultato da questa pellicola, quindi direi di no.

A cura di Simone Bracci e Francesco Buosi

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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