Sanctum 3d: recensione

MOSTRATO AL GRANDE PUBBLICO IL PRIMO CUGINO DI “AVATAR”

Il thriller d’avventura “Sanctum 3D”, prodotto dal signor James Cameron, racconta la storia di una squadra di speleologi che esplorano caverne sottomarine situate nel sistema di grotte più insidioso, inesplorato e meno accessibile al mondo. Una tempesta tropicale li obbliga a cercare rifugio all’interno di una grotta, molto in profondità. Da qui, sconfiggendo le proprie paure, dovranno cercare di risalire in superficie.

Il film, diretto dal regista australiano Alister Grierson, però ha un grande problema. Sì è vero che i soldi li ha messi tutti Cameron, ma di mister Avatar, pur avendo messo il suo nome in bella mostra su tutte le locandine, nelle quali è praticamente ignorato il nome del regista, non c’è nulla. Era difficile scrivere una storia più banale di “Avatar” per puntare solo al cuore degli effetti speciali, eppure “Sanctum 3D” ci riesce. Quello che si dovrebbe capire è che non basta avere un 3D eccellente, se poi la sceneggiatura sembra scritta da un ragazzino delle scuole elementari. Anche se girato con la celeberrima Cameron/Pace Fusion 3D Camera System, quella di “Avatar” per intenderci, il film di Grierson ha solo il merito di ricalcare la terza dimensione di Pandora, per il resto annoia, annoia e… annoia! Da sbadiglio tutti gli interminabili 109 minuti di claustrofobica azione.

Almeno nei suoi film Cameron è sempre riuscito a dare alla gente un motivo per andare al cinema. Tutti i soldoni incassati al botteghino worldwide del resto non sono frutto del caso, ma di un lavoro volto a cercare di realizzare il film più “generalista possibile”. Con questo ultimo termine, tanto caro alla tv, intendiamo quel tipo di pellicole che riescono ad interessare il più vasto pubblico possibile: ragazzine urlanti per il fustacchione di turno, ragazzini con l’acquolina per gli effetti speciali, amanti del cinema, dato che ogni volta l’opera deve rivoluzionare il mondo del cinema.

Dunque lasciando per un secondo fuori Cameron dalla discussione, non c’è alcun motivo per vedere “Sanctum 3D”. Perché si dovrebbero spendere 10 o più euro per un prodotto che ne vale meno della metà? Se non volete credere a quello che c’è scritto qui, possiamo sempre portarvi come esempio i dati ufficiali del botteghino americano: 9.225.000 di dollari nel primo week end di programmazione, se non è una sconfitta poco ci manca. Certo il signor Cameron anche in questo caso ha avuto l’occhio lungo: ha staccato un assegno di soli 30 milioni di dollari, che sicuramente saranno azzerati con gli incassi di tutto il mondo.

L’unico motivo per cui il papà del Titanic si è dedicato con tanto zelo a questo film è per l’ambientazione. Perché non far provare ad altri le proprie tecnologie sotto l’acqua? Giusto per vedere se le immagini sono all’altezza, senza metterci la faccia subito! Come sapete infatti i prossimi “Avatar 2” e “Avatar 3” saranno quasi sicuramente ambientati nell’acqua. Sono le prove generali. Certo il risultato per “Sanctum” è un film inutile e da evitare come la peste!

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