Tutti al mare: recensione

VOLGARITÀ QUASI ASSENTE, EMOZIONI INTENSITÀ E CUORE PURE

Nell’arco di una giornata assistiamo a incontri tra diverse persone in uno stabilimento balneare di proprietà del ‘mammone’ Maurizio: un trentenne appena lasciato dalla fidanzata in compagnia del suo amico del cuore, un cleptomane con i principi dell’Alzheimer, un anziano che rimpiange il passato colonialista dell’Italia fascista, uno iettatore e altri personaggi strampalati che rappresentano una faccia del nostro paese non proprio edificante.

Basato sul modello della commedia italiana a episodi di qualche decennio fa e sorta di seguito ideale del film di Sergio Citti “Casotto” con cui condivide la presenza di Gigi Proietti tra gli attori e di Vincenzo Cerami tra gli sceneggiatori, l’opera prima di Matteo Cerami (figlio d’arte, ahia!) colpisce inizialmente per un linguaggio diverso da quello delle recenti commedie italiane di ispirazione televisiva. Anche il cast non è affatto male, con due attori provenienti dalla televisione –ma comunque capaci- come il Marco Giallini de “La nuova squadra” e il Francesco ‘Libanese’ Montanari di “Romanzo criminale”.

Purtroppo il film dopo un promettente inizio non decolla: colpa di gag viste già milioni di volte –nudisti e pappagalli, in primis- e di una sceneggiatura che vuole parlare di temi importanti come l’integrazione con il diverso, l’immigrazione e l’omosessualità, ma lo fa con una superficialità e un qualunquismo preoccupanti.

Dispiace dire anche che personaggi come i camerieri musulmani e la ragazza polacca sono trattati proprio come delle macchiette.

Le uniche scene in cui si ride sono quelle in cui è presente Proietti che, ahimé, sono poche. In sostanza si tratta di un film preparato troppo di fretta per emozionare e l’empatia con i personaggi è totalmente assente.

Stereotipo sembra la parola d’ordine di “Tutti al mare”, ma anche gli aggettivi ‘stantio’ e ‘moscio’ sembrano quelli più adatti per identificare questo film che, viste le premesse, prometteva molto di più e non si eleva affatto rispetto al panorama delle commedie nostrane.

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