La furia dei titani: pro & contro

LA REDAZIONE SI CONFRONTA SU “LA FURIA DEI TITANI”, SECONDO CAPITOLO DELLA SAGA SU PERSEO

Dieci anni dopo aver sconfitto il mostruoso Kraken, Perseus, il semidio figlio di Zeus, cerca di trascorrere una vita più tranquilla facendo il pescatore e allevando da solo il figlioletto di 10 anni, Helius. Intanto scoppia una lotta per il potere tra Dei e Titani. Indeboliti pericolosamente dalla mancanza di devozione dell’umanità, gli Dei stanno perdendo il controllo dei Titani prigionieri e del loro feroce capo, Crono, padre dei fratelli Zeus, Ade e Poseidone, che in passato lo avevano rovesciato e condannato a marcire negli abissi del Tartaro, una tenebrosa prigione sotterranea nel profondo degli inferi. Perseus non può far finta di nulla quando Ade, insieme ad Ares il devoto figlio di Zeus, tradisce e stringe un accordo con Crono per catturare Zeus. La forza dei Titani cresce sempre di più, mentre diminuisce quella di Zeus, e sulla terra si scatena l’inferno. Con l’aiuto della regina guerriera Andromeda, di Argenor il figlio semidio di Poseidone, e del Dio caduto in disgrazia Hephaestus, Perseus si addentra coraggiosamente nell’oltretomba per salvare Zeus, rovesciare i Titani e salvare il genere umano.

1) QUALE TIPO DI PUBBLICO POTREBBE CONQUISTARE?

ANDREA FALLA: Il genere di pubblico a cui potrebbe piacere è ovviamente l’appassionato di film d’azione, soprattutto quelli ambientati nell’antichità (Gladiatore, Troy ecc). Va più a genio per un pubblico giovane, che apprezza l’effetto speciale più che dar conto alle imprecisioni storiche della trama.

SIMONE BRACCI: Un pubblico pigro e svogliato, che si accontenta di qualche randellata per uscire dalla soddisfatto.

2) MANTIENE LO STILE CINEMATOGRAFICO DEL GENERE?

A.F.:  Lo stile lo mantiene, tante lotte, fughe, mostri, di questo ce n’è in abbondanza, anche se altri film di questo tipo hanno dimostrato che una trama accattivante e non scontata può dare quel qualcosa in più che nessun effetto grafico è in grado di dare a un film.

S.B.:Lo mantiene…se per mantenimento parliamo di una resa iconografica e stilistica di basso livello.

3) LO CONSIGLIERESTI?

A.F.: Lo consiglierei ad un amante del genere, anche perchè il 3D non è male, e sicuramente si tratta di una pellicola che “guadagna” in sala, più di quello che renderebbe in una normale televisione.

S.B.: Ma proprio, nella maniera più assoluta e dissoluta, NO. Enne O. Chiaro così, vero?

Scitto da Simone Bracci &…

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