Maledimiele: recensione film drammatico

FILM INDIPENDENTE CHE PORTA NELLE SALE E NELLE SCUOLE IL DELICATO TEMA DELL’ANORESSIA

Felpa extra-large, jeans di una taglia più grande e calosce a fiori. Sara ha quindici anni, è una ragazzina, la mattina va a scuola e il pomeriggio salta sui tappeti elastici con le amiche del cuore. Ha anche una fissazione, da cui non riesce a liberarsi: essere più magra per essere più bella. È chiaramente malata di anoressia ma né le sue migliori amiche né tantomeno i suoi genitori si accorgono di nulla e Sara diventa sempre più magra e infelice.

Marco Pozzi e Paola Rota scrivono la sceneggiatura di Maledimiele con il chiaro intento di raccontare una storia personale che si lega poi a quella di migliaia di ragazze e ragazzi; per farlo, il regista adotta la cifra stilistica delle inquadrature strette, campi medi, primi piani e dettagli che mantengono la telecamera sempre vicina ai personaggi. L’occhio dell’autore (e anche il nostro di spettatori) non li lascia mai soli, li osserva e al tempo stesso li accompagna; dopo tutto, i disturbi alimentari attaccano l’interiorità delle persone e lo sguardo ravvicinato è il mezzo migliore che il cinema possa offrire per “entrare” nella mente e nel cuore dei personaggi.

Sara, interpretata da Benedetta Gargari, scrive ogni giorno il suo peso su dei post-it che poi appende in una stanza segreta sotto lo studio del padre. Tiene visivamente il conto dei chili che perde per averne meglio la consapevolezza, come le consigliano i siti pro-anoressia che frequenta abitualmente e sui quali posta video in cui racconta la sua esperienza. La giovane protagonista ha anche un altro modo per vedere i frutti dei suoi sforzi: disegna periodicamente la sagoma del suo corpo su un lenzuolo; la sagoma, ovviamente, si fa sempre più piccola ad ogni verifica. Si tratta di un espediente narrativo molto interessante: l’anoressia è innanzi tutto una patologia psicologica e la sagoma sul tessuto è la rappresentazione visiva di quello che accade dentro Sara. Ce lo fa vedere direttamente, ce lo mette di fronte agli occhi con forza perché non venga ignorato.

Decisamente diretto ad un pubblico adolescente, o comunque giovanissimo, Maledimiele sarà distribuito nelle sale e parallelamente anche nelle scuole di tutto il Paese. L’anoressia è una malattia molto diffusa e si sentiva in Italia la mancanza di una sua rappresentazione al cinema. Tuttavia, è difficile dire se lo si consiglia o meno; è innegabile la sua importanza a livello sociale ma il lato dell’intrattenimento passa in secondo piano. Lo spettatore deve entrare in sala consapevole dello scopo per cui Maledimiele è stato girato. Non è un film da botteghino, è insolito per la produzione italiana odierna. E questo è un bene, senza ombra di dubbio. 

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