Venezia 69, enzo avitabile – music life: recensione

IL RITORNO DEL REGISTA DE “IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI” JONATHAN DEMME IN UN DOCUMENTARIO PIENO DI MUSICA E GRINTA

GENERE: documentario biografico/musicale

DATA DI USCITA: n.d.

VENEZIA 69 – Per chi non sapesse chi fosse, Jonathan Demme è uno dei grandi nomi del cinema americano degli anni ’80 e ’90, un regista che passa con disinvoltura da commedie amare come Qualcosa di travolgente e Una vedova allegra, ma non troppo a capolavori del thriller o del ‘legal drama’ come Il silenzio degli innocenti e Philadelphia. Negli ultimi anni Demme si è dedicato con la stessa passione che contraddistingue la sua carriera a documentari –si veda l’apprezzato The agronomist– e film indipendenti dal sapore europeo (Rachel sta per sposarsi). Ora la sua attenzione si sposta sul poliedrico musicista napoletano, Enzo Avitabile, un personaggio che risulta come una vera scoperta.

Demme segue il musicista cinquantenne nei luoghi che l’hanno segnato, cercando di capire non solo la tecnica del personaggio, nei suoi tentativi di mescolare musica del mondo e canti tradizionali napoletani, ma anche l’animo, andando a scavare nel suo passato attraverso la conoscenza di chi gli è sempre stato vicino: qualcosa di fondamentale per l’evoluzione di un artista, che lavora nella musica o in altri campi. Le interviste inoltre non sono momenti statici in cui il protagonista spiega il proprio metodo seduto sulla poltrona di fronte all’obiettivo, tutt’altro Demme e la sua equipe seguono con camera a mano Avitabile in procinto di comporre tra tastiere, sassofono e computer, pieno di energia e disposto a condividere con il pubblico il suo entusiasmo: esemplare risulta la scena in cui questi suona il sassofono nel quartiere d’infanzia fino a incontrare amici di vecchia data, inconsapevoli di essere finiti nell’opera di un autore d’importanza mondiale.

Pochi film hanno esplorato la tecnica musicale come ha fatto il regista newyorkese in Music Life. Il modo in cui riprende le performance, concentrandosi sia sui gesti dei vari musicisti, sia sulla tecnica degli operatori in procinto di riprendere la scena, rimandano al lavoro di un altro grande maestro sulla musica etnica: Wim Wenders autore del cult Buena Vista Social Club. Ma Demme in più è anche interessato, come Avitabile, al sentimento di indignazione dei cittadini napoletani che nasce dalla consapevolezza che la loro città e i suoi dintorni restano tra le zone più violente e incontrollate d’Italia. Forse con la musica è ancora possibile cambiare qualcosa, perlomeno aprendo gli occhi a chi l’ascolta.

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