Django unchained: niente premiere per rispetto verso le vittime di newton

TARANTINO SI DIFENDE: LA VIOLENZA ESISTE

Niente premiere per Django Unchained, il nuovo film di Quentin Tarantino che sarà nelle sale italiane dal prossimo 17 gennaio.
Il lutto per i fatti accaduti alla scuola Sandy Hook Elementary ha spinto la Weinstein Company ad annullare la festa per il lancio del film, prevista per questa sera alla Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Los Angeles.
“I nostri pensieri vanno alle famiglie colpite dalla tragedia di Newtown e in questo momento di lutto abbiamo decido di soprassedere all’evento. Si terrà però uno screening privato per il cast e la squadra che ha prodotto il film e per i familiari e gli amici”. Il film comunque uscirà ugualmente nelle sale americane. 

Questo annullamento porta ad interrogarsi sulla violenza nei lungometraggi: Django è un film pulp, dove il sangue scorre a fiumi, un film dove Tarantino ha mostrato tutte le nefandezze di un periodo, quello dello schiavismo in America, in cui il sopruso feroce era quotidiano. Jamie Foxx, che nel film interpreta il protagonista Django, afferma: ”Non dobbiamo fare spallucce e dire che la violenza nei film o in quanto produciamo non abbia una sorta di influenza, perché la ha”. Il regista, invece, è di opinione contraria e ammette di essere stanco di dover giustificare i suoi film ogni volta che succede qualcosa: “La violenza è responsabilità di chi la commette”, commenta lapidario Tarantino al quale è impossibile dare torto.

Sul tema della facilità con cui è possibile procurarsi armi negli Stati Uniti, Jamie Foxx auspica che possa essere questa l’occasione per cambiare le leggi in materia, mentre Samuel Lee Jackson sostiene che possedere un’arma è un diritto inalienabile di ogni americano.
Al contrario, Christoph Waltz non si spiega come sia possibile che in un paese civilizzato come gli Stati Uniti possano ancora accadere episodi di tale crudeltà: “Non capisco come mai in America non si applichino restrizioni per il possesso delle armi da fuoco.
In Europa mi pare che funzioni abbastanza bene. È un diritto della Costituzione, dicono. Beh, l’hanno scritta duecento anni fa. Se tutti possono avere una pistola è naturale che accadano queste cose. E non è solo un problema di armi, ma anche di educazione.
Nei film di Quentin però il sangue è più rosso di quello vero e per quanto ci sia un’estetica della violenza, non la glorifica ma la rende terrificante”. 

Sulla violenza esagerata dei film di Tarantino sono tutti d’accordo, anche se le opinioni dei protagonisti di Django sono diverse tra loro.
“Il problema non è la rappresentazione cinematografica della violenza come non lo sono le armi: io le ho, ma non ho mai sparato a nessuno. Il problema sono i matti con le armi”, ha detto Samuel Lee Jackson, che ha poi aggiunto: “Sono cresciuto in Mississippi e non ci vedo niente di male nel possedere armi da fuoco, è un diritto sancito dalla Costituzione.
Se un malintenzionato, armato, entra in casa mia preferisco potermela giocare alla pari e avere un arma con cui difendermi”

Pensiero molto diverso, invece, quello di Jamie Foxx, che racconta della sua esperienza: “Capisce? Io dopo tutte queste sparatorie, ho dovuto portare mia figlia a un’esercitazione dove le hanno fatto ascoltare dei colpi da arma da fuoco, così da riconoscerli se mai dovesse accadere una cosa simile. Una volta si facevano le esercitazioni per i terremoti, i tornado, ora per le sparatorie.
È assurdo ed è necessario prendere provvedimenti. È vero, è un diritto sancito dalla Costituzione ma faceva riferimento ad altri tempi, quando si doveva cacciare per mantenere la propria famiglia. Credo ci si debba evolvere, viviamo in un mondo diverso da quello che fu.
I venditori di armi vogliono che il business continui ad essere in attivo e la lobby è molto forte: mi auguro che dopo questa strage di bambini però si possa fare un passo indietro e capire, in modo unitario, destra e sinistra insieme, come fare per proteggere i nostri figli
”. 

Resta il fatto che Tarantino è spettacolo, la strage di Newton è realtà unire le due facce di diverse medaglie è solo un atto di estrema ipocrisia. 

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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