Giuliano Gemma: buon viaggio Ringo

ADDIO AL DIVO DEGLI SPAGHETTI WESTERN, LO AVEVAMO INTERVISTATO SOLO A FEBBRAIO SCORSO

Gli spaghetti western. Il western all’italiana che portava la fantasia oltreoceano pur essendo girato in Spagna o in altri paesi del mediterraneo. E il Re di questi film di genere è stato lui, Giuliano Gemma che, diretto da Duccio Tessari, Tonino Valerii, Sergio Corbucci è diventato, alla fine degli anni 60’, un vero e proprio divo grazie a queste pellicole regine degli incassi dei botteghini dell’epoca.

Partito come stuntman e nato artisticamente grazie a Dino Risi che lo prese per una piccola parte nel suo Venezia, la luna e tu, Gemma ha lavorato con i più grandi registi italiani come Luchino Visconti per poi passare al genere che l’ha reso noto e, concluso il filone, interpretare negli anni 80’ ruoli importanti nel cinema più impegnato.

Gemma, classe 1938 è stato il volto di Tex Willer in Italia e di Nicholas nei due lungometraggi diretti da Michèle Mercier Angelica e Angelica alla corte del re.

La televisione è stato l’ultimo dei suoi palcoscenici e la modestia una delle sue più grandi virtù riassunta in una delle più tenere affermazioni: “Gassman era il più grande di tutti. Io avevo fortuna, perché nei credits nel Deserto dei Tartari c’erano i nomi in ordine alfabetico, e il mio veniva proprio dopo il suo!”. Eh sì, perché in Il deserto dei Tartari, lo straordinario film di Valerio Zurlini, c’era anche lui e quell’interpretazione gli valse un David di Donatello.

Parlare al passato di lui, figlio di un cinema che sembra lontano anni luce ma che recentemente Quentin Tarantino ha omaggiato con il suo Django Unchained, sembra strano.

Giuliano Gemma non c’è più un incidente mortale nei pressi di Roma, a Cerveteri, l’ha portato via. Lui che aveva lavorato con i più grandi che era stato al fianco Kirk Douglas, Liv Ullmann, Alain Delon, Catherine Deneuve, Ursula Andress e Claudia Cardinale, attore per mestiere e scultore per passione, ora non c’è più.

Ringo in uno dei film che lo vede come protagonista recitava: chi ha paura, muore un pò tante volte, chi non ha paura, muore una volta sola. Una volta sola: questa. Purtroppo.

 

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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