Smog Journeys: raccontare l’inquinamento cinese

JIA ZHANGKE E GREENPEACE INSIEME CONTRO L’INQUINAMENTO IN CINA

Smog JourneysVivere senza riuscire a vedere il sole; stare costantemente a contatto con una spessa foschia che invade le strade; portare sempre la mascherina sul volto ad ogni ora del giorno: questa è ormai la quotidianità dei cinesi, che ora ci viene raccontata in un breve film di circa 7 minuti intitolato Smog Journeys. Il regista è uno degli asiatici più famosi, Jia Zhangke, giovane vincitore nel 2006 del Leone d’Oro per il suo Still life.

Smog Journeys è promosso e diffuso da Greenpeace, e mostra gli effetti che il pesante inquinamento atmosferico ha sulla vita dei cinesi. Al centro del film ci sono due famiglie, una di minatori l’altra di designer, i primi abitanti della provincia di Hebei e gli altri dell’area di Pechino. Non è un caso la scelta di queste due zone, che infatti risultano essere tra le più esposte al problema in tutta la Cina. Secondo i dati di Greenpeace, su 190 città prese in analisi, il 90% superano i limiti di PM2,5 (particolato ultrafine) nell’aria, e tra le 10 con il tasso peggiore, 7 si trovano proprio nella provincia di Hebei, dove, solo nel 2012, sono stati consumati 313 milioni di tonnellate di carbone, la maggior causa di questo inquinamento. Secondo Greenpeace, inoltre, nella sola Pechino, nel 2010, all’inquinamento da PM2.5 potrebbe essere attribuita la morte di 2.349 persone.

Il problema dell’inquinamento è caro da diversi anni al regista asiatico, che ha dichiarato di averne preso coscienza dagli anni Novanta, quando si cominciava a percepire un cambiamento nella qualità dell’aria, già irrespirabile e piena di polvere. “Ho voluto realizzare un film che faccia aprire gli occhi alla gente, e non che la spaventi. Quello dello smog è un problema che tutti i cittadini del Paese hanno bisogno di affrontare, comprendere e risolvere nei prossimi anni”, ha dichiarato Jia Zhangke. E qualcosa potrebbe muoversi: a fine 2013, i leader cinesi hanno messo a punto un piano nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria nel Paese. Nel breve termine, Greenpeace la chiusura delle industrie più sporche, la riduzione del consumo locale di carbone, lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’attuazione di politiche più efficaci per la protezione delle popolazioni vulnerabili durante i giorni di pesante inquinamento.

Smog Journeys è un film essenziale, conciso e chiaro, non parlato, che mostra perfettamente cause e conseguenze di questa tristemente nota situazione con cui i cinesi convivono quotidianamente. La vita di tutti i giorni deve necessariamente scendere a patti con questa situazione per quanto riguarda le abitudini quotidiane, e purtroppo anche la salute personale ne risente. Il film ci mostra come sia naturale nella Pechino di oggi dover indossare la mascherina protettiva per andare a prendere i figli a scuola o durante un servizio di moda, ma anche come fin da piccoli arrivino i primi problemi respiratori legati a questo problema.

Ciò che fa maggiormente paura è, però, come ormai i cinesi si siano assuefatti a questo stile di vita, diventato per tutti la normalità, soprattutto per gli adulti. Per fortuna, però, ci sono i bambini, speranza per un futuro migliore, che sognano, un giorno, di tornare a veder splendere il sole nel cielo azzurro, non vedendolo sullo schermo di un cinema o in un disegno tra la polvere, ma dal finestrino di un pullman.

 

 

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