A Bigger Splash: recensione film

A BIGGER SPLASH AFFONDA NEI LUOGHI COMUNI CHE METTE IN SCENA

Locadina A Bigger Splash

GENERE: drammatico

DURATA: 120 minuti

USCITA IN SALA: 26 novembre 2015

VOTO: 2,5 su 5

Lei una rockstar che deve tenere a riposo la voce, lui un documentarista: Marianne e Paul sono una coppia che fra tenerezze ed eros si gode una fantastica villa sotto il sole del Mediterraneo. Il loro equilibrio e i loro ritmi si stravolgono quando atterra sull’isola Harry, amico nonché ex collega e compagno di Marianne, insieme a Penelope, che sembra essere sua figlia ma conosciuta da appena un anno. Esplorando i propri desideri carnali, queste due coppie si rincorrono a bordo piscina svelando rimpianti e gelosie, fino inevitabilmente a cadere in acqua e farsi male.

A Bigger Splash di Luca Guadagnino, rientrato nella selezione ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno, è il remake de La Piscina, film di Jacques Deray del 1968. Niente di nuovo quindi nel soggetto, quanto nell’adeguamento in un nuovo tempo e spazio.

Guadagnino porta i suoi personaggi nella calda isola di Pantelleria nei giorni dei continui sbarchi clandestini, mettendo a confronto due realtà tanto distanti ma che si ritrovano a vivere così vicine, e che alle fine devono fare i conti con gli uomini delle forze dell’ordine, seppur con uno trattamento distinto. Sì, perché il regista si aggrappa al luogo comune “clandestino uguale colpevole”, affrontando con eccessiva superficialità la questione degli sbarchi in Sicilia in un momento troppo delicato per dare questa immagine e questa interpretazione dell’argomento.

Continua sulla strada dei cliché affidando a Corrado Guzzanti il ruolo del carabiniere bambacione, che corre dietro al suo idolo quasi ipnotizzato e dimenticando di mettere in pratica la legge come dovrebbe, culminando in un finale alquanto discutibile. Sicuramente non colpa di Guzzanti, che anzi riesce anche a strappare qualche risata nell’assurdità del suo personaggio, quanto per la scelta in sé.

Insomma, non si può non pensare che una serie di scivoloni abbiamo decisamente penalizzato una buona riuscita finale di A Bigger Splash, che parte benissimo anche grazie ad una trascinante regia, per poi perdere colpi strada facendo, cibandosi di trovate e situazioni assurde nonostante un cast di tutto rispetto che va dal premio Oscar Tilda Swinton a Dakota Johnson, accanto a Matthias Schoenaerts. Nessuno raggiunge però Ralph Fiennes, che quasi grottescamente emerge a ritmo di rock sugli altri (grazie ad una fantastica colonna sonora) nonostante sia l’unico ossimoricamente ad affondare, portando con sé sul fondo tutto il film.

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