La Vérité: recensione

LA VÉRITÉ DI KORE-EDA Ѐ IL FILM D’APERTURA DEL 76ESIMO FESTIVAL DI VENEZIA, UN DRAMMA CHE ESPLORA IL COMPLICATO RAPPORTO MADRE/FIGLIA

la verité2GENERE: drammatico

DURATA: 106 minuti

USCITA AL CINEMA: N/D

VOTO: 3,5/5

La 76esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia si è aperta con La Vérité, l’ultimo film realizzato dal cineasta Kore-eda (Un affare di famiglia), che porta sul grande schermo due grandi attrici francesi, Catherine Deneuve e Juliette Binoche, rispettivamente nel ruolo di una madre e di una figlia in contrasto tra loro.

Fabienne (Deneuve) è una star del cinema francese, che ha appena pubblicato una raccolta di memorie non proprio veritiera e che, forse per questo, pare restia a far leggere alla figlia Lumir (Binoche), tornata a Parigi insieme alla famiglia per far visita alla madre in occasione delle riprese del suo ultimo film. “Sono le mie memorie. Ѐ il mio libro. Posso scegliere cosa raccontare, no?”, asserisce la donna, quando viene messa alle strette.

Il rapporto tra le due infatti sembra fin dall’inizio complicato, poiché Fabienne è abituata a essere idolatrata e a stare al centro dell’attenzione. Nonostante ciò, Lumir decide di restare insieme a lei finché la pellicola non sarà ultimata, cercando di nasconderle anche i suoi problemi matrimoniali.

Con lo scorrere dei giorni, le due protagoniste femminili dovranno ripercorrere il loro comune passato per poter raggiungere una tregua e cercare di vedere, almeno in parte, il mondo circostante con gli occhi dell’altra. In questo difficile percorso saranno aiutate dallo stesso film che Fabienne deve girare, uno sci-fi che rappresenta anche uno specchio della loro reale situazione.

La Vérité è la prima opera del regista realizzata fuori dai confini del Giappone; le riprese si sono svolte a Parigi nel corso di dieci settimane. Il maggior punto di forza del film risiede nell’interpretazione di Catherine Deneuve, a cui sono affidate battute scherzose e talvolta ironiche e schiette, che non possono lasciare indifferente il pubblico.

“Sono un’attrice. Non posso dire la nuda verità. La verità non è accattivante”, afferma Fabienne durante una conversazione con la figlia, ammettendo poi di aver preferito essere una cattiva madre piuttosto che una pessima attrice.

Nonostante le buone premesse, il film non riesce a convincere del tutto, finendo col diventare più lento e pesante nella parte finale, seppur sopportato dalle buone performance del cast secondario composto da Ethan Hawke, che interpreta il marito della Binoche, e da Manon Clavel.

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