Academy Museum: un sogno che si realizza

ACADEMY MUSEUM: FINALMENTE ANCHE A LOS ANGELES SI CELEBRA LA STORIA DEL CINEMA, ATTRAVERSO IL NUOVISSIMO MUSEO DISEGNATO DA RENZO PIANO, UN PROGETTO AGOGNATO DA TEMPO

IMG_3525Dopo anni di pianificazione, donazioni da parte di figure prominenti di Hollywood, tra i quali Barbra Streisand, Ted Sarandos e Jeffrey Katzenberg, un’inaugurazione posticipata di continuo per diversi motivi, non ultimo il Covid, l’Academy Museum of Motion Pictures è finalmente aperto e visitabile. Mancava nella casa degli Oscar un museo dedicato alla storia del Cinema, una pecca che è stata finalmente colmata. Il museo occupa gli spazi di quello che una volta era il May Company Building, uno dei primi centri commerciali di Los Angeles. Si tratta di un palazzo storico, rimasto in disuso per tanto tempo, che si erge sul cosiddetto Miracle Mile (tra Fairfax e Wilshire), di fronte al Johnie’s dove fu girato Il grande Lebowski e sul lato opposto del Museo Petersen che colleziona auto d’epoca e quelle usate nei film.

È una struttura mastodontica, quattro piani e un sotterraneo, una terrazza, una sala da mille posti per le anteprime e una enorme cupola disegnata da Renzo Piano. All’interno il museo ricalca la struttura del centro commerciale che fu, scale mobili e ascensori da un lato ed enormi pareti a portoni dall’altro. Varcare ogni soglia è come entrare nel paese delle meraviglie, ogni portone si apre sulla fabbrica dei sogni. I saloni sono a tema: seguendo la suddivisione della cerimonia degli Oscar si esplora ogni aspetto della lavorazione di un film: costumi, montaggio, trucco e via dicendo. Per ogni settore ci sono cimeli di riferimento. Schermi giganti rimandano le immagini più significative dei film contribuendo ad un’esperienza a tutto tondo. Difatti il piano terra funge da antipasto con il suo labirinto di contributi video. Per poi salire e raggiungere il gigantesco fondale di Intrigo internazionale raffigurante Mount Rushmore, primo esempio di translite che fece da sfondo alle riprese del film di Hitchcock con Cary Grant e Eva Marie Saint.

brad pittNon possono mancare i costumi di scena che hanno fatto storia, dai classici come quelli de Gli uomini preferiscono le bionde fino ai più recenti, la vestaglia di Drugo ne Il grande Lebowski e la camicia di Brad Pitt in Once upon a time in Hollywood. Il make-up è rappresentato dai calchi sul volto di Eddie Murphy; la sceneggiatura dal manoscritto originale di Quarto Potere con le note di Orson Welles scritte a mano. Un’enorme stazione di montaggio mostra come si usava tagliare letteralmente la pellicola.

E se passeggiare tra i costumi potrebbe riportare alla mente il Planet Hollywood degli anni ‘90, il prestigio viene ripristinato dalla Storia degli Oscar, ripercorsa in una stanza circolare attraverso una statuetta diversa per ogni anno. Ad eccezione di quella per Hattie McDaniel, prima afro-americana a vincere come non protagonista in Via col vento. Al suo posto una targa, la statuetta è andata perduta. Si dice. Gli schermi rimandano le clip dei discorsi più memorabili. Inviti, programmi, biglietti delle cerimonie e sì, anche la famigerata busta di miglior film che decretò la vittoria di Moonlight su La la land.

Lo Squalo dell’omonimo film di Spielberg sovrasta le scale mobili, una stanza buia spiega gli effetti sonori de I predatori dell’arca perduta, un carosello con i personaggi di Toy Story rivela l’effetto ottico dietro i movimenti. Glamour e didattica, passione e memoria storica. E per invogliare a tornare anche mostre temporanee. Al momento un salone è dedicato interamente a Pedro Almodovar, con i poster di tutti i suoi film, rigorosamente nella versione spagnola, e un intero piano è dedicato a Hayao Miyazaki (unica sala in cui è severamente vietato scattare fotografie).

È facile perdersi a leggere ogni didascalia, a guardare ogni dettaglio di un abito, anche solo a fermarsi davanti ad uno schermo. Prendetevi il vostro tempo e lasciatevi trasportare dalla magia del cinema.

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