Happy together: recensione

WONG KAR-WAI LASCIA HONG KONG, MA NON LE SUE OSSESSIONI

“Happy Together” è il primo film che Wong Kar-wai gira fuori dalle mura amiche di Hong Kong. La storia si svolge proprio agli antipodi dell’amata patria, in Argentina, come agli antipodi sono i due protagonisti: due giovani omosessuali, innamorati ma perennemente in conflitto perché troppo diversi tra loro.

Come in ogni film di Wong Kar-wai che si rispetti, anche in “Happy Together”, l’amore è infelice e tormentato, correlato dai temi cari al regista: la nostalgia, l’esilio, il senso di alienazione, che questi due ragazzi cinesi, in un contesto totalmente diverso dal loro luogo d’origine, vivono moltiplicato all’infinito rispetto agli altri personaggi finora messi sotto l’occhio delle telecamere del regista.

La pellicola è tutta giocata proprio sul senso di rottura, della rinuncia e soprattutto del conflitto; conflitto che è ben visibile già dalla fotografia, curata dal fedele Christopher Doyle. Si passa con disinvoltura dal bianco e nero ai toni seppia, per poi giungere alla luci al neon della madre patria fino al lussureggianti acqua delle cascate di Iguazu. Certo questo conflitto si percepisce anche nelle musiche, che spaziano dai Beatles, omaggiati fin dal titolo, ai tanghi argentini più suadenti. Però sono i personaggi con i loro ambigui comportamenti a dare allo spettatore un senso di lotta continua, una vita senza pace, sempre alla ricerca di qualcosa che non si sa bene che cos’è.

Pur mettendo in scena un amore omosessuale, il regista non indugia troppo su questo aspetto. In realtà avrebbe potuto utilizzare tranquillamente una coppia eterosessuale per raccontare questa storia, ma la voglia di avere insieme i suoi attori feticci Leslie Cheung e Tony Leung ha avuto il sopravvento. Del resto gay o no, i protagonisti sono inappagati e insoddisfatti dalla vita, quindi, anche “Happy Together” si ricollega ai leit motiv della filmografia wongkarwaiana. Questo lavoro non è che un altro tassello nel puzzle sui sentimenti umani che l’autore cinese, con tanta maestria riesce a raccontare, scagliando l’animo di chi assiste a narrazioni così sublimi.

Il film ha vinto il premio alla regia a Cannes nel 1997 e, non si capisce bene per qualche astruso motivo, è stato vietato ai minori di diciotto anni in Italia. Ovviamente vogliamo credere che non sia per le caste scene di sesso omoerotiche o i dialoghi troppo spinti. Comunque “Happy Together” è il preludio per il capolavoro che Wong Kar-wai realizzerà ad inizio millennio: “In the Mood for Love”.

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