Cinema e motori: amarcord ad alta velocitÀ

PER OGNI EPOCA ESISTE UN BOLIDE CHE NE ESALTA IL LATO CINESTETICO

Ogni epoca ha il proprio eroe. Ogni eroe ha la sua auto. Ma una fuoriserie da sola non basta ad eccitare lo spettatore: bisogna appassionarlo, incantarlo e “incollarlo” letteralmente alla poltrona.

Aston Martin DB5 del 1964: “Agente 007: missione Goldfinger”.

Ferrari 308 GTS del 1981: “Magnum P.I.”.

Lamborghini Murcielago LP640: “Il cavaliere oscuro”.

Se volete, quindi, stimolarvi l’afflusso di adrenalina nel sangue ecco una top five di alcuni tra i più eccitanti e significativi “car chasing” della storia del cinema:

 

5. E’ tra gli inseguimenti più lunghi della storia del cinema ed è uno dei momenti che più tolgono il fiato in “Ronin” del 1998. Robert Deniro, al volante di una Peugeot, tiene testa ad una BMW causando tamponamenti e caos. Anche contromano.

Velocità esagerata, guida eccezionale e brividi.

 

4. Ha infiniti richiami agli inseguimenti dei film anni ’70: una rombante Ford Mustang GT500 è inseguita per tutta la città da decine di auto della polizia (che andranno incontro a tragicomiche fini), un pilota in giacca di pelle nera e occhiali da sole, un detective testardo che non molla mai e una non troppo piacevole sorpresa nel finale.

 Naturalmente è il piacevolissimo “Fuori in 60 secondi” del 2000.

 

3. Le due versioni di “The italian job”, quella del 1969 e quella del 2003, sono pari per qualità, intrattenimento e adrenaliniche corse con le mitiche Mini Cooper. Fino al 1969 nessuno poteva immaginare cosa una minuscola automobile fosse in grado di fare… dopo il 2003 ne siamo più che coscienti.

Vedere per credere!

 

2. Nessun effetto digitale. Centotre auto distrutte per girare questo inseguimento che fino al 2000 è stato un record mondiale imbattuto; ma

John Landis, con il suo “The Blues Brothers” del 1980, ha anche unito alla suspense delle auto in corsa la comicità e l’ironia, capovolgendo un cliché e creando letteralmente un nuovo genere di inseguimento.

Semplicemente geniale.

 

1. Parliamo di mostri sacri: al volante c’è un grande attore che ha amato i motori più del cinema, tanto da pensare di lasciarlo per dedicarsi alle corse; non ha quasi mai usato controfigure rischiando svariate volte di rimetterci la pelle. In questa pellicola del 1968 guida una splendida Ford Mustang verde e la porta anche oltre le 110 miglia orarie, costringendo le auto con le cineprese e la troupe a fare lo stesso.

Ha una durata di poco più di nove minuti ed è l’inseguimento per eccellenza: superbo, da togliere il fiato, praticamente perfetto.

Bastano poche altre parole per definirlo: Steve McQueen in “Bullit”.

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