Il pescatore di sogni: recensione film

SURREALE, GARBATO E GRADEVOLMENTE APPAGANTE…IL CLASSICO MELÒ ALL’INGLESE

Ricerca della felicità, desiderio di credere in qualcosa e soddisfazione nel  veder realizzato un nostro progetto sono gli ingredienti della nuova commedia romantica “Il Pescatore di sogni”, diretto da Lasse Hallström e tratto dal best seller di Paul Torday. Purtroppo la sceneggiatura, per quanto sia interessante e apprezzabile, manca dell’energia presente nel libro, imperniato da una satira politica e di un umorismo inglese che solo a tratti si ravvisa.

Il film è piuttosto incentrato sull’idea romantica dell’amore e della spiritualità, rappresentata da uno spocchioso e introverso scienziato, Fred Jones (Ewan McGregor), che lavora per il Ministero della Pesca e dell’Agricoltura e conduce una vita monotona, sposato a una donna gelida e spinta solo dai sentimenti di convenienza, viene coinvolto in un progetto ai limiti dell’assurdo:.

Uno sceicco “visionario” (Amr Waked) si è convinto di voler esportare la pesca del Salmone nello Yemen e per farlo ha bisogno di Fred. A far da tramite in questo progetto fantasioso, tra il pragmatico scienziato e il mistico sceicco, c’è una donna, la consulente finanziaria dello sceicco, il suo nome è Harriet (Emily Blunt). Tra Fred e Harriet, nasce immediatamente un rapporto particolare, che si evolverà nel corso della storia.

Sebbene la trama non sia delle più originali, non si può negare che gli elementi di successo al film non manchino: le location, ad esempio, ma soprattutto le ottime prestazioni del cast che vede in McGregor, uno scozzese snob e carismatico, ben supportato dalla bella  Emily, la quale riesce a far brillare un personaggio altrimenti poco dinamico e da Kristin Scott Thomas, perfetta nel ruolo dell’ufficio stampa del Primo Ministro, una donna simulatrice, menefreghista, interessata solo a ricercare il nuovo scoop o una maniera per nascondere uno scandalo.

Parliamo di una pellicola interessante quanto banalotta, che fa rima perfetta con quella categoria homevideo, piacevole a casa dopo una giornata di lavoro, niente di più, buona solo quando abbiamo bisogno di evadere con il pensiero e alleggerire la mente. 

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Critica e ufficio stampa free lance si autodefinisce "agonista del cinema".
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