Daniele vicari: dopo diaz un film che racconta l’afganistan

È TRATTO DA UN ROMANZO DI MELANIA MAZZUCCO IL NUVO FILM DEL REGISTA

”Nel libro di Melania Mazzucco, ho trovato per la prima volta in termini narrativi una rappresentazione efficace e coinvolgente della guerra in Afganistan attraverso la storia di una donna soldato, convintamente arruolata negli alpini, e che sperimenta sulla propria pelle tutta la drammaticità di una guerra tutt’altro che conclusa e davvero terribile ancorché rimossa dalla coscienza collettiva. Eppure quella in Afganistan come quella in Iraq, sono guerre che segnano profondamente la nostra generazione. Grazie al racconto che ne fa Melania possiamo cominciare a farci i conti”: è questa la motivazione che Daniele Vicari da per aver scelto di ispirarsi al romanzo di Melania Mazzucco, Limbo, per il suo nuovo film.

Non è la prima volta che un romanzo dell’autrice viene poi scelto da un regista per diventare film: è successo già con Il giorno perfetto libro che nel 2008 Ferzan Ozpetek portò con discreto successo sul grande schermo.

Il film sarà sceneggiato dallo stesso Vicari insieme a Laura Paolucci e prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci. Nelle note della pellicola si legge: la vigilia di Natale, Manuela Paris torna a casa, in una cittadina sul mare vicino Roma. Non ha ancora ventotto anni. E’ assente da tempo, da quando è andata via ancora ragazza per fare il soldato. In fuga da un’adolescenza sbandata, dalle frustrazioni di una madre che cerca attraverso di lei il proprio riscatto e dalle lacerazioni della sua famiglia. Con rabbia, determinazione e sacrificio, Manuela si è faticosamente costruita la vita che sognava, fino a diventare sottufficiale dell’esercito e comandante di plotone in una base avanzata del deserto afghano, responsabile della vita e della morte di trenta uomini. Ma il sanguinoso attentato in cui è rimasta gravemente ferita la costringe a una guerra molto diversa e non meno insidiosa: contro i ricordi, il disinganno e il dolore, ma anche contro il ruolo stereotipato di donna e vittima che la società tenta di imporle. L’incontro con il misterioso ospite dell’Hotel Bellavista, Mattia Rubino, un uomo apparentemente senza passato e, come lei, sospeso in un suo personale limbo di attesa e speranza, è l’occasione per fare i conti con la sua storia. E per scoprire che vale sempre la pena vivere perché nessuno, nemmeno lei, è ciò che sembra. Cronaca, affresco e diario, storia d’amore e di perdita, di morte e resistenza, spiazzante e catartico, ‘Limbo’ si interroga anche, e ci interroga, su cosa significhi, oggi, essere italiani.


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