Pugni chiusi: racconto di una protesta

FIORELLA INFASCELLI REALIZZA UN DOCUMENTARIO SULLA SINGOLARE PROTESTA DEGLI OPERAI DELLA VINYLS

In cassa integrazione dal 23 novembre 2009, gli operai della Vinyls di Porto Torres hanno deciso di far sentire le proprie voci in modo un po’ insolito, ma d’effetto: occupare il carcere dell’Asinara. L’azione di protesta è stata raccontata efficacemente da Fiorella Infascelli nel documentario Pugni chiusi, premiato nella sezione Controcampo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2011. Prodotto da Angelo Barbagallo, il film sarà oggi visibile su Repubblica.it e Repubblica Tv; un metodo alternativo e intelligente di distribuzione cinematografica, soprattutto per la vita brevissima che solitamente è concessa ai documentari.

 

La meravigliosa natura dell’Asinara, fatta del verde della flora e dell’azzurro del mare, si impone con forza come sfondo alla storia, arricchendone il valore sia estetico che “territoriale”: la Infascelli racconta la realtà di una protesta vista con gli occhi di chi la fa e di chi la vive, operai sardi costretti a subire le scelte di dirigenti poco interessati alle sorti del loro lavoratori. In Pugni chiusi, titolo venuto quasi da sé per il chiaro richiamo alle lotte storiche della classe operaia, i protagonisti (gli operai stessi) raccontano la loro esperienza prima e durante l’occupazione.

 

Nonostante la forza della protesta e la rabbia che ne ha permesso la nascita, il sentimento che prevale tra i tanti operai coinvolti è la speranza, riposta nel fatto che gli stabilimenti Vinyls vengano acquistati da qualcuno che possa rimetterli a lavoro; gli occupanti dell’Asinara guardano tutti avanti, verso un futuro che sperano arrivi presto e che gli permetta di tornare alla normalità, condizione che sembra ormai una chimera.

 

Dall’esterno arriva poi il sostegno degli operai del Petrolchimico di Porto Marghera e di Ravenna (città in cui non sono mancate occupazioni e manifestazioni), anche loro in cassa integrazione, che spediscono messaggi telematici al carcere dell’Asinara, rinforzando la portata della protesta. Ma un forte fonte di sostegno arriva anche dall’interno: la regione Sardegna ha assistito al meglio gli occupanti e alcuni cittadini, apparentemente lontani dalla causa come Silvia una giovane insegnante senza lavoro, hanno partecipato all’azione sentendo propria quella battaglia.

La conclusione della vicenda, dopo un anno e quattro mesi di reclusione volontaria, sembra essere negativa: a settembre la cassa integrazione è scaduta e gli operai non ricevono più un soldo da giugno. Gli impianti sono però tornati a funzionare almeno in parte e si è aperta una nuova protesta: se la situazione non cambia a favore dei lavoratori, questi abbandoneranno anche gli impianti in funzione, mettendo seriamente a rischio la sorte dell’intera Vinyls. La lotta non è ancora finita.

(25 ottobre 2012)

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