The rolling stones crossfire hurricane: recensione film

IL DOCUMENTARIO SUI 50 ANNI DELLA ROCK BAND PIÙ AMATA DEL MONDO

Sono le stesse voci dei membri della storica band a raccontarsi, a raccontare la loro ascesa e la loro carriera, nel documentario The rolling stones. Crossfire hurricane, titolo tratto dal primo verso della loro hit Jumpin’ Jack Flash, di Brett Morgan.

Partendo dalle 80 persone che erano presenti al loro primo concerto fino ad arrivare alle folle urlanti di ammiratori che in poco tempo avevano fatto di quel gruppo di ventenni arrabbiati i loro idoli, le loro divinità.

Il documentario racconta, senza scrupoli, il paradiso e l’inferno dei 50 anni di storia, artistica e privata di Mick Jagger e compagni che divennero veri e propri punti di riferimento per una generazione arrabbiata e violenta che trovò nella loro musica un modo per catalizzare le emozioni.

E se la fama, il successo e i fan che cantano a squarciagola nei live le loro canzoni, tanto che lo stesso che Richards ammette di aver suonato spesso il tema musicale di Braccio di ferro “tanto era uguale, non sentivano una sola nota”, sono il Paradiso l’altra faccia della medaglia è l’inferno dell’eroina unica cosa che per molto tempo scandì le loro giornate.

Per gli amanti dello storico gruppo saranno di certo emozionanti le immagini che mostrano la band chiusa in una stanza d’albergo dopo un loro concerto, mentre cominciavano a nascere i primi brani della coppia Jagger-Richards, e in cui Charlie tiene il tempo con le mani sul comodino accanto al letto. D’impatto le sequenze del concerto in Hyde Park, davanti a 250.000 persone, nel luglio del 1969, a due giorni dalla morte di Brian Jones. Struggenti saranno le riprese della notte di Altamont dello stesso anno, dove gli Stones vollero tenere un concerto gratuito e un ragazzo venne accoltellato ed ucciso.

In una delle immagini d’apertura il Richards di oggi, poco prima che immagini di repertorio ricordino quello degli esordi e del grande successo, ammette a se stesso che quel che è accaduto è stata una favola. Una favola che ha attraversato la storia contemporanea e fatta di eccessi, deliri di onnipotenza, solitudine. Una favola rock.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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