Cannes 66: diario dell’undicesimo giorno

LA GARA SI CHIUDE OGGI CON LA VENERE IN PELLICCIA DI POLANSKI, GLI AMANTI VAMPIRI DI JARMUSH E LE NOSTRE SPERANZE E PREVISIONI

Meglio non poteva concludersi la gara di questo 66mo Festival di Cannes che vede come ultimi (ma saranno i primi?) film presentati alla kermesse quelli dei registi Roman Polanski e Jim Jarmush.

Polanski, undici anni dopo la Palma d’Oro per Il pianista e dopo aver presentato già quest’anno il suo documentario prodotto 40 anni fa e scritto a quattro mani con Frank Simon Weekend of a champion, porta alla kermesse, e viene stra applaudito dal pubblico, Venere in pelliccia la storia  di un autore e regista teatrale (Mathieu Amalric) intenzionato a realizzare una piece sull’omonimo e celebre romanzo erotico di Leopold von Sacher-Masoch, il quale è disperato perché le attrici da lui provinate, a suo parere, sono tutte inadatte al ruolo principale. All’ultimo minuto si presenta un’altra attrice, che nel film ha il volto di una sensualissima Emmanuelle Seigner.

Jarmush invece con Only lovers left alive, che ha divertito molto il pubblico in sala, ci presenta Adam ed Eve, due vampiri che sono stati amanti per tanti secoli e decidono di riprendere la loro ralazione.

Adam, un musicista underground interpretato da Tom Hiddleston è depresso per il modo in cui è degenerata la razza umana, ma l’idillio con la sua Eve – interpretata da Tilda Swinton – sarà messo a dura prova dalla sorella minore di lei, Ava, interpretata da Mia Wasikowska.

I film in concorso al Festival sono, in questo ventoso sabato di fine maggio, finiti e se fino a ieri era prematuro fare delle previsioni ad oggi sembra doveroso.

La critica sembra unita nell’idea che La vie d’Adèle sia meritevole di un premio sia per il film in sé sia per la sua protagonista femminil Adèle Exarchopoulos.

Come già detto ieri anche Inside Llewin Davis dei Coen è un film molto nominato qui al palais in queste ore di totopalma e non è da sottovalutare neanche Nebraska di Alexander Payne mentre le ultime proiezioni, purtroppo, hanno lasciato un po’ indietro l’entusiasmo iniziale per il film La grande bellezza di Paolo Sorrentino, unico italiano in gara e, a onor del vero, pur essendo un’opera molto buona rispetto a quello che Cannes ha offerto quest’anno non è la più meritevole.

Chiudo quest’ultimo diario con una sorta di previsioni speranzose con quelli che, secondo me, potrebbero e dovrebbero essere i premi assegnati dalla giuria quest’anno capitanata da Steven Spielberg nell’attesa delle premiazioni che domani sera seguiremo in diretta.

À bientôt!

Il mio palmarès:

Palma d’Oro per il miglior film: La vie d’Adele di Abdellatif Kechiche

Gran Premio: La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Premio per la regia: Inside Llewin Davis dei fratelli Coen

Premio per la sceneggiatura: Borgman di Alex Van Warmerdam

Premio per la migliore interpretazione femminile: Adèle Exarchopoulos per La vie d’Adèle

Premio per la migliore interpretazione maschile: il gatto di Inside Davis Llewin o in alternativa Michael Douglas per Behind the candelabra

Premio della Giuria: Behind the Candelabra di Steven Soderbergh

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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