Tina Fey e Amy Poehler sono scorrette e volgari ne Le sorelle perfette

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TINA FEY, AMY POEHLER E ALTRE LORO COLLEGHE DEL SATURDAY NIGHT LIVE CON LE SORELLE PERFETTE PORTANO UN AMERICAN PIE AL FEMMINILE SUL GRANDE SCHERMO

Tina-FeyElizabeth Stamatina Fey aka Tina Fey è un’apripista. Nel 1999 è la prima donna a diventare capo degli autori della trasmissione di intrattenimento dell’NBC Saturday Night Live. Nel 2004, con la collega Amy Poehler forma la prima coppia comica al femminile a condurre Weekend Update, uno degli sketch più longevo del programma che consiste nel commentare e parodiare notizie di attualità.

Oggi, Tina Fey compie 47 anni e per omaggiare la donna che si è portata a casa due Golden Globe, quattro Writers Guild of America Award, cinque Screen Actors Guild Awards e ben sette Emmy Awards, che ci ha regalato Mean Girls e 30 Rock, parliamo dell’ultimo film in cui ha recitato con la collega e amica Amy Poehler.
Il film intitolato Le sorelle perfette è uscito nelle nostre sale nel 2016, e possiamo considerarlo un American Pie dove i protagonisti sono degli adulti, ma soprattutto quasi tutte donne.

Tina Fey e Amy Poehler interpretano due sorelle diverse fra loro che tornano nella loro casa d’infanzia, in Orlando, perché i loro genitori vogliono vendere l’abitazione.
Katie, Tina Fey, era la sorella casinista, irresponsabile e festaiola e nonostante ora abbia una figlia oramai adolescente, non ha mai messo la testa a posto. Si ritrova senza lavoro, senza casa e con la figlia che preferisce passare l’estate lontana da lei.
Maura, d’altro canto, è sempre stata l’opposto. Era la chaperon, la “mamma” alle feste e ora cerca sempre di aiutare il prossimo, sia con il suo lavoro da infermiera sia rimanendo costantemente in contatto, forse un po’ troppo, con i propri genitori.

Tina Fey Amy PoehlerMa la notizia della vendita della casa riporta le sorelle a Orlando. Inscatolando gli oggetti delle loro camerette decidono che prima di lasciare la casa devono dare un’ultima grande festa, stile liceo. Ma in quest’occasione Katie si comporterà da responsabile lasciando così Maura libera di comportarsi come non si è mai comportata prima.
Per fare una festa, si sa, è fondamentale che tanta gente partecipi, così le due sorelle decidono di invitare i loro vecchi compagni di scuola. A presentarsi alla loro porta sono i classici personaggi che troviamo in tutti i film americani che parlano di liceo: il ragazzaccio, idolo di tutte le ragazzine, ma che crescendo si ritrova ad essere un inconcludente immaturo; la coppietta che finita l’università si è sposata e oramai vive assorbita dalla routine quotidiana; il simpaticone che non faceva ridere e che nonostante gli anni passati il repertorio delle battute è rimasto invariato.1818
Come succede spesso in queste commedie, a far capolino nel cast sono altre attrici cresciute tra gli sketch del Saturday Night Live, infatti ne Le sorelle perfette ritroviamo Maya Rudolph (Up All Night, Le amiche della sposa), Rachel Dratch (30 Rock), e Kate McKinnon (Ghostbusters).

Come ci hanno abituato i film americani, a queste feste la gente degenera e pure le situazioni. Così, come da copione, la lavatrice inizia a sputare schiuma a più non posso, un ignaro invitato assume un grosso quantitativo di droga, un albero viene sradicato, e la piscina viene risucchiata in una voragine.
Sebbene siano tutte cose già viste, la nota di freschezza viene data proprio dalle protagoniste. Riprendendo American Pie, Katie può essere la versione femminile di Stifler, volgare e disinibita, che senza mezze misure cerca di rimorchiare anche il procacciatore di droghe, qui interpretato da un monosillabico John Cena. Mentre Maura è come il pacato Jim che cerca di avere una prima storia d’amore, in questo caso dopo il divorzio.
Le sorelle perfette è una classica commedia americana, e forse è questa la sua forza. Nonostante i personaggi principali siano tutte donne, il film funziona e porta alla luce una verità per cui molte attrici si stanno battendo: anche personaggi femminili possono essere sostenere ruoli  quasi sempre pensati in un’ottica maschile.

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