Presto farà giorno, parlano regista e cast

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”HO RACCONTATO I FATTI, SENZA SCENDERE MAI NEL GIUDIZIO PERSONALE”, GIUSEPPE FERLITO, INSIME AL CAST, RACCONTANO PRESTO FARÀ GIORNO

presto sarà giornoGiuseppe Ferlito, un regista che ha alla spalle un’enorme esperienza nel campo cinematografico ora, dopo un iter produttivo molto lungo, arriva in sala con il suo primo lungometraggio Presto farà giorno, un’opera che mette al centro di se i giovani e il drammatico mondo che in alcuni casi si ritrovano a vivere, alternando delusioni, solitudine e incomprensioni.

La storia, in questo caso, vede protagonista la giovane Mary, interpretata da Ami Codovini, alla prese con una realtà drammatica, in rotta con una madre assente, e rinchiusa in una clinica psichiatrica in seguito ad un collasso dovuto all’abuso di cocaina. Durante l’incontro, proprio il regista, la giovane Codovini e tutto il cast, hanno detto la propria su Presto farà giorno, sperando che sia per loro il trampolino di lancio tanto atteso.

Giuseppe Ferlito, come hai voluto trattare l’argomento? Come sei riuscito a destreggiarti in una storia complessa che tratta diversi e impegnativi temi?
Giuseppe Ferlito: È una storia che inseguivo da anni, è un film di genere, equilibrato. Volevo comunicare il contatto con gli altri, che è fondamentale. Sono voluto restare il più distaccato possibile, ho raccontato i fatti, senza scendere mai mai nel giudizio personale. È una storia difficile ma anche molto attuale.

Come vi siete preparati il vostro personaggio?
Ami Codovini: Mary è una ragazza molto diversa da me, è stato molto bello interpretarla, nonostante io non mi riconosca nel personaggio. Lei riesce a cambiare e plasmarsi con gli eventi e grazie ai personaggi che ha davanti, è in continua evoluzione. È comunque un personaggio molto reale, riscontrabile. Lavorare nel film, poi, è stato bellissimo, tutto intorno a me era al suo posto, venivano fatti dei take prima delle mie scene così da prepararmi al meglio per il mio ruolo.
Chiara Caselli: I film assomigliano al proorio regista e qui c’è affetto vero, coinvolgente e questa è una dote di Giuseppe. Io interpreto una mamma impegnata, come se ne vedono tante, con gli stessi identici problemi.

Giuseppe Ferlito, perché rinchiudere in una clinica mentale una ragazza che ha semplicemente dei problemi con la madre?
Giuseppe Ferlito: Per girare il mio film mi sono documentato molto, studiando e osservando, ho visto che molte persone con problemi di droga vengono inseriti in contesti diversi, messi in correlazione con persone che hanno problemi psichici. Questo li aiuta così ad aprirsi, all’unione con l’altro.

Notevole e quasi inaspettato il cameo di Jordi Mollà, cosa puoi dire a riguardo?
Giuseppe Ferlito: Sì, Jordi ed io ci conosciamo da molto, abbiamo lavorato insieme in tantissimi progetti e prossimamente gireremo un film insieme. Il suo cameo non era previsto, infatti quando mi è venuto a trovare sul set ho pensato che si potesse inserire in una scena perfetta per lui, che giravamo proprio quel giorno, così abbiamo stravolto la diaria per far sì che lui che comparisse nel film. Direi che è riuscito tutto molto bene.

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