Dragon Trainer 2: recensione film

DRAGON TRAINER 2, PARLANDO CON LA SEMPLICITÀ DELLE EMOZIONI, VA ALLA RICERCA DEL SENSO DELLA VITA RACCHIUSO NELL’EQUILIBRIO E NELLA FELICITÀ

dragon-trainer2-locandinaGENERE: animazione

DATA DI USCITA: 16 agosto

DURATA: 102’

VOTO: 3,5 su 5

Ogni percorso che si sceglie di compiere ha in serbo difficoltà e ostacoli dietro l’angolo, avversità pronte a minare il cammino rendendolo impervio e problematico. In fondo, filosoficamente parlando, ogni strada non è altro che la vita e ogni pericolo che sovviene, passo dopo passo, giorno dopo giorno, mette alla prova l’uomo che, in qualche modo, deve trovare la soluzione, il giusto equilibrio e perché no il compromesso per poter continuare ad essere il protagonista della propria, imprescindibile strada. Spesso la catarsi, tanto invocata, risiede dentro l’anima, nascosta dalle paure e dai timori che offuscano la mente e rendono qualsivoglia tentativo vano in partenza. Proprio la liberazione dall’involucro dei timori e delle ansie garantisce la pura libertà di azione permettendo, di conseguenza, un cammino illuminato, armonioso e, soprattutto, coraggioso.

Proprio il coraggio è il punto cardine di Hiccup che, dopo aver portato pace e consonanza fra i Vichinghi e i Draghi, si imbatte in un pericolo enorme pronto a minacciare lui e tutta la sua comunità. Infatti, il malvagio Drago Bloodfist, vuol rapire tutti i draghi di Berk per una propria terribile armata, così da poter conquistare il mondo. Quindi, Hiccup e il suo fedele drago Sdentato, dovranno combattere per mantenere la pace aiutati dal padre Stoick, la sua ragazza Astrid e dalla misteriosa guerriera Valka.

Dopo quattro anni dal primo capitolo della saga Made in Berk Chris Sanders è solo produttore esecutivo e a dirigere il film ci pensa Dean DeBlois che, oltre regista, è anche sceneggiatore di Dragon Trainer 2, per l’appunto sequel del primo, bellissimo film targato DreamWorks Animation.
La pellicola, parlando con la semplicità delle emozioni, compie un viaggio interiore ed esteriore che va alla ricerca del senso della vita racchiuso nell’equilibrio e nella felicità. Se il primo capitolo delle avventure di Hiccup e Sdentato aveva commosso il pubblico, facendo maturare i prodotti animati della DreamWorks anche dal punto di vista della scrittura, questa seconda pellicola sovviene, attraverso un linguaggio colorato e sfavillante, ad affermare Dragon Trainer come esempio narrativo d’animazione che riesce a colpire gli occhi, il cuore e la mente dello spettatore trascinato in un’avventura dall’impostazione classica ma coniata con innovazione e originalità. I due protagonisti, legati indissolubilmente da un rapporto che va oltre l’empatia, sono l’emblema perfetto dell’amicizia sincera e vera, in un mondo che lascia poco spazio ai valori e ai sentimenti ma che costantemente mina gli equilibri comuni o privati costruiti con la caparbietà e la forza. Ecco quindi che Dragon Trainer 2, con la sua impronta epica e la sua morale elevata, continua a coinvolgere grandi e piccoli, regalando le sensazioni che ogni tipo di cinema dovrebbe sprigionare.

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