Amore cucina e curry: recensione film

AMORE CUCINA E CURRY, IL NUOVO FILM DI LASSE HALLSTROM

AMORE, CUCINA E CURRY locandinaGENERE: commedia

DURATA: 122′

USCITA IN SALA: 9 Ottobre 2014

VOTO: 2 su 5

Il giovane Hassan Kudam (Manish Dayal) di Mumbai, dopo aver perso tragicamente la madre, va a vivere con la sua famiglia in Europa. In seguito a un primo trasferimento a Londra, i cinque indiani scelgono come meta la Francia, allettati da una cucina e da degli ingredienti migliori. Quella dei Kudam è infatti una famiglia di ristoratori, e Hassan, su tutti, si distingue per le notevoli capacità nell’arte culinaria. La destinazione scelta (per caso) è un piccolo paesino del sud francese, dove la famiglia intende aprire un ristorante con specialità della loro terra d’origine. Il problema più grande, però, è che proprio lì di fronte, a un centinaio di passi, si trova Le Saule Pleureur, il ristorante premiato con una stella Michelin di proprietà di Madame Mallory (Helen Mirren), donna testarda e caparbia, fortemente intenzionata ad accrescere il prestigio del proprio locale. A rendere le cose ancora più complicate ci pensa Marguerite (Charlotte Le Bon), cuoca di Madame Mallory che entra rapidamente nel cuore di Hassan. Ma il talento del giovane indiano non tarderà a farsi valere, raggiungendo obiettivi insperati e conducendo la vicenda tutta verso un prevedibile lieto fine.

Con Amore cucina e curry (inspiegabile traduzione italiana di The Hundred-Foot Journey), Lasse Hallström torna a dirigere un film dove al centro vi è posto il mondo della gastronomia: suo era infatti Chocolat, da cui quest’ultimo lavoro non si distacca poi molto.
Quello che impedisce a questa commedia (prodotta da Steven Spielberg e Oprah Winfrey) di decollare è proprio la prevedibilità di ogni piega della vicenda, a cui si aggiungono alcune banalità della sceneggiatura. Il parallelismo tra arte culinaria e sviluppo sentimentale è il sentiero sul quale la storia procede sicura, tentando di arricchirsi con argomenti innovativi raccolti lungo la strada.

Non mancano, infatti, alcuni elementi positivi che risollevano le sorti di questa pellicola: la performance attoriale, su tutti, seguita dalle inquadrature delle prelibatezze che vengono preparate, dove i colori dei piatti sono così vibranti e vivi che sembrano quasi trasformarsi in odori atti a far venire l’acquolina in bocca. E poi l’ambientazione, questo piccolo angolo di paradiso nel sud della Francia, pittoresco paesino reso con garbo dalla fotografia di Linus Sandgren.

Sebbene validi, non sono però elementi sufficienti per donare ad Amore cucina e curry una luce duratura, che illumini temi e figure una volta usciti dalla sala. Il film di Hallström rimane una piacevole parentesi da gustare in una giornata qualsiasi, ma che, una volta chiusa, difficilmente farà nascere il bisogno di riaprirla tanto presto.

 

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