La preda perfetta: recensione film

ATMOSFERE RAREFATTE E UN THRILLER SORNIONE: LIAM NEESON ANCORA PISTOLA IN MANO

locandina la preda perfettaGENERE: thriller

USCITA IN SALA: 18 settembre 2014

DURATA FILM: 113 minuti

VOTO: 3 su 5

Un cacciatore deve sempre sapere dove posizionarsi, avere la visuale migliore e poter guardare da posizione privilegiata il suo obiettivo, La preda perfetta. Il titolo inglese del thriller di Scott Frank è A walk among the tombstones, basato sul romanzo Un’altra notte a Brooklyn di Lawrence Block e pubblicato nel 1992, ormai più di vent’anni fa, quando il poliziesco dilagava. E chi oggi come oggi incarna meglio il poliziotto algido e disperato del sessant’enne Liam Neeson?

Lui è Scudder, detective in pensione e senza licenza, che fa favori professionali in “cambio” di regali di natura economica, laddove polizia e investigatori regolari non possono arrivare, in quei casi limite che solo una natura distratta ha potuto creare: l’indagine del male umano. Il nuovo caso prevede una serie di rapimenti e omicidi in quel di Brooklyn appunto, New York polare e mai così distante. In cui i rapporti umani sono frutto di convenienze e il caffè della tavola calda unico rifugio e conforto per disperati.

A Washington Heights i poliziotti non pagano da bere, ma assistono tutto il giorno a malefatte di ogni genere. E così, per non rimanere più inerme, Scudder decide di accettare il caso, scava, va a fondo, indaga sulle brutali sparizioni fino a mettere in gioco se stesso e i suoi fantasmi. Che poi sono i classici del genere, la redenzione, il sacrificio, la sobrietà, i valori familiari. Il tutto per il bene comune di un giorno da cani qualunque. In cui la caccia è permessa e Neeson indossa l’uniforme buona.

Facendo un controllo delle armi il ritmo c’è, le munizioni anche, gli attori poco efficaci, ma non così necessari ai fini di una narrazione oscura in cui aleggia quell’atmosfera cruda e un po’ retrò tanto cara al cinema di inizio anni 90. Proprio come nell’ambientazione del romanzo, che rende giustizia alla scenografia, un po’ meno all’originalità del tema trattato. Nel momento in cui il film vira sul sentimentale nel rapporto tra Scudder e TJ, ragazzo di strada preso sotto l’ala protettiva, capiamo che il cacciatore stavolta si ferma.

Appende il cappello al chiodo e si congeda bramando il riposo. La città adesso è al sicuro.

 

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