Siamo tutti “I Ragazzi del Cinema America”

LA MAMMA È AL CINEMA…AMERICA, A SOSTEGNO DEI RAGAZZI

cinema americaVenerdì 6 marzo ci sarà la riunione pubblica per la chiusura del Piccolo Cinema America Occupato (dalle ore 18), ovvero il locale ex forno accanto al Cinema America (che è stato sgomberato in attesa di non si sa quale soluzione e destinazione d’uso) in cui in questi ultimi mesi è proseguita l’esperienza del Cinema America Occupato.

È stato questo un tentativo forte di tenere in vita lo spirito che fin dai primi passi ha animato i ragazzi e chi con loro (personalità del mondo del cinema, da Francesco Bruni a Nicola Giuliano, passando da Verdone, Scola e Bertolucci, Servillo e Sorrentino, solo per citarne alcuni) ha lavorato per restituire alla città uno spazio rimasto chiuso ed inattivo per moltissimi anni.

La prima volta che ho rivisto aperto il Cinema America (abito a Roma da 12 anni ed era già chiuso al mio arrivo) aperto, sono subito entrata. Improvvisamente quelle serrande si erano alzate, un allegro brulicare di giovani circolava nelle vicinanze. In poco tempo arriva una programmazione: potevi accedere al cinema e vedere il film con un’offerta libera. C’erano film in lingua originale, film vecchi, italiani e non. Un pomeriggio entrai a vedere La rabbia giovane (Badlands), il film d’esordio di Terence Malick (1973), in lingua originale.

Il cinema non era pieno, eravamo pochi. Forse per l’orario, o per il film. Ma non potevo credere ai miei occhi: sparsi qua e là, su quelle vecchie poltrone ripulite, nella penombra, dei pensionati. Uno aveva con sé un sacchetto da cui avrebbe poi sfilato merenda e acqua, uno la busta della spesa, ed una signora, due file davanti a me, spuntava i fagiolini, dividendoli diligentemente ma senza distrarsi troppo.

Il film è bello, si sa. Piuttosto forte e con una bella dose di angoscia esistenziale. Eppure quando sono uscita mi è rimasto addosso l’incanto. L’incanto di vedere delle persone anziane, che probabilmente per il costo non mettevano piede in una sala cinematografica da molto tempo, trascorrere un pomeriggio diverso, rapiti dalla magia del cinema, ma con qualcosa che rassicurava la loro quotidianità. Fatto salvo che nelle sale cinema “in piena regola” meglio non portare cibo e spuntare fagiolini, avevo visto qualcosa di raro. Le persone riappropriarsi di uno spazio sociale, e viverlo.

I ragazzi avevano organizzato l’aula studio, e pensato anche ad una programmazione per bambini, con film di animazione. Si proiettavano quindi film, documentari, cartoni animati. Ho visto un bellissimo documentario su Dino Risi (di Fabrizio Corallo), con suo figlio Marco in sala che ne ricordava i tratti di padre e regista. Ho visto nei mesi produttori, sceneggiatori, registi, giustamente supportare e frequentare questo luogo rinato, e anche il piccolo forno adattato a cinema: migliaia di cittadini. Ci rendiamo conto? Questi ragazzi invece di arrendersi alla burocrazia e alla miopia di chi non vuole investire nella cultura poiché incapace di vederne il vero valore, hanno trasformato un ex forno (dove ancora sono presenti impastatore e forni belli da vedere) in un altro luogo di scambio sociale, legato al cinema.

Si impegnano, cercano strade percorribili, aperti al dialogo con l’amministrazione, hanno persino trovato dei fondi per rilevare il Cinema America. Ma ad oggi nessuna risposta concreta. Verrebbe da dire: nulla di nuovo. Ma qualcosa di nuovo invece c’è: quella generazione che spesso è raccontata per fatti negativi di cronaca, per una presunta “mancanza di valori” e tacciata di superficialità, ha regalato all’Italia un esempio da seguire, e a Roma e Trastevere un periodo di condivisione che non può finire. Roma ha 42 sale abbandonate, chiuse, che rischiano di diventare “altro”. E chi ama il cinema, e l’esperienza sociale che da esso nasce, non può che essere con loro, supportarli e ribadire insieme “Hic sunt leones!”

 

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Ylenia Politano, giornalista, si occupa da diversi anni di cultura, lifestyle e cinema. Mamma di tre creature e moglie di un attore, tra un asilo, uno scuolabus, una piscina e feste con 20 bambini di età compresa tra 1 e 9 anni, torna al suo primo amore, il cinema. Interviste, recensioni, riflessioni. Grandi maestri e nuovi talenti. Incursioni qua e là. Set, anteprime, backstage. Quando la mamma non c’è…”la mamma è al cinema!”