The assassin: recensione

THE ASSASSIN È UN FILM DI UNA BELLEZZA RARA, IN CUI IL RIFIUTO PER GLI ORDINI RICEVUTI DIPENDE DAI SENTIMENTI

the-assassin_manifesto-70x100cmGENERE: drammatico

DURATA: 120 minuti

USCITA IN SALA: 29 settembre 2016

VOTO: 4 su 5

Nella Cina del IX secolo, Nie Yinniang, una ragazza esiliata dalla sua famiglia, viene cresciuta da una principessa suora e educata all’arte del combattimento. Diventa un’assassina con l’ordine di far fuori i governatori dissidenti, ma i suoi doveri si scontrano con le ragioni del suo cuore quando le viene chiesto di uccidere l’uomo che ama.

The assassin, diretto da Hou Hsiao-Hsien, ha ricevuto lo scorso anno a Cannes il premio per la Miglior regia. Un premio più che meritato per un film speciale in tutto e per tutto, che colpisce fin dal prologo iniziale per la scelta del bianco e nero. Complicato sì, soprattutto narrativamente, per le numerose situazioni e ruoli che ne richiedono probabilmente più di una visione per arrivare a una totale e profonda comprensione dei fatti e conoscenza dei personaggi.

Ma The assassin è nonostante ciò un film capace di catturare lo spettatore per la sua estrema bellezza. Si parla poco, ma a scandire tempi e situazioni sono i suoni: i grilli, il vento, le spade, i respiri; ogni singolo rumore, sia pure impercettibile, diventa fondamentale per il godimento della scena. Visivamente le inquadrature diventano delle opere che si spingono fino a profondità lontane, vagliando più piani dei paesaggi ed esplorando stanze fin negli angolo più nascosti, dove stoffe preziose e arredi finemente lavorati dominano contrapponendosi alla spettacolarità della natura esterna.

Per quanto riguarda i personaggi, tra la grande varietà portata in scena, i principali sono da una parte Nie Yinniang interpretata da Shu Qi, una giovane combattente con l’ordine di uccidere, esiliata da giovane e privata del promesso sposo del quale è ancora innamorata, vittima di un passato che ne ha segnato il volto di tristezza e che l’ha resa energica e instancabile; dall’altra proprio lui, Tian Jian (Chen Chang), governatore che deve uccidere, ma col quale si scontra ma mai per ferirlo, quanto invece per preservarlo.

The assassin non è un film propriamente d’azione: qui ogni combattimento si prolunga per pochi colpi di spada, una manciata di secondi per uno scontro da cui qualcuno si tira puntualmente indietro. È un film in cui il rifiuto per gli ordini ricevuti dipende dai sentimenti. E così, non potendo portare a termine quanto richiesto, Nie Yinniang lascia il suo ruolo, scomparendo nella maestosità della foresta.

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"Suonala ancora, Sam"