Emergency: recensione

EMERGENCY: NON È LA SOLITA COMMEDIA A STELLE E STRISCE, MA LA FOLLE NOTTE DEI PROTAGONISTI METTE A NUDO LA FACCIA NASCOSTA DELL’AMERICA

DURATA: 105 minuti

USCITA: 27 maggio 2022

VOTO: 4 su 5

emergencyDue ragazzi di colore, studenti universitari, trovano una ragazza bianca svenuta sul pavimento della loro abitazione. Come ci è arrivata, perché è priva di conoscenza non si sa, ma la domanda più importante è cosa fare. La cosa più sensata sarebbe chiamare la polizia e un’ambulanza, ma il colore della loro pelle li mette a rischio, nonostante siano completamente estranei all’accaduto. Questo è lo spunto per il film Emergency, basato su un corto che presentava lo stesso dilemma. Il film non solo espande il concetto, ma ci presenta una storia ricca di umorismo, cuore, e cervello.

La sceneggiatrice KD Dávila è decisamente un nome da tenere d’occhio, già una nomination agli Oscar alle spalle per il corto Please Hold (che avrebbe meritato di vincere), con Emergency conferma il suo talento nel saper unire umorismo a commento sociale, mettendoci davanti a dei personaggi ricchi di sfaccettature e solidamente ancorati alla realtà dei nostri tempi.

La vicenda parte come l’ennesima versione del genere tutto in una notte, sullo stile di Superbad o Project X, e i momenti comici non mancano. Due studenti universitari, uno più secchione, l’altro scapestrato, che prima della laurea vogliono riuscire nell’impresa di andare ad ogni party in una sola notte. Ma non passa molto prima che ci si renda conto che l’incipit è solo un pretesto. Già dalla prima lezione in classe alla quale i due partecipano si intuisce che il film abbia molto di più da dire di quanto lasci intendere dalla prime battute. Mascherato da commedia, il film affronta il tema del razzismo latente, del pregiudizio, del privilegio dei bianchi, ma soprattutto del timore con il quale vive costantemente una fascia della popolazione d’America. Essenzialmente chiunque non abbia la carnagione bianca, di qualsiasi origine sia, vive con paura: paura di essere frainteso , paura di essere giudicato, paura di essere preso di mira dalla polizia, per il solo motivo di avere il colore “sbagliato” della pelle.

Situazioni che mettono in mostra il comportamento intrinseco anche di chi si dice progressista, mettendo a nudo l’ipocrisia di chi mette i cartelli in giardino a favore della comunità nera, per poi essere il primo a chiamare la polizia quando un ragazzo di colore passeggia nel loro quartiere, l’ipocrisia di pensare subito male senza dare il beneficio del dubbio, cosa della quale quasi tutti i personaggi che ruotano attorno ai due protagonisti sono colpevoli.

È una sceneggiatura brillante, che ha bisogno di una regia altrettanto astuta, in grado di dosare tutte le parti. Qui entra in gioco Carey Williams, il quale adduce la sua sensibilità al progetto. Il regista non sceglie la strada facile della condanna al razzismo ricorrendo alla violenza, sceglie invece la strada dell’amore, della compassione, dell’amicizia. Williams non fa la predica, il suo desiderio è quello di presentare quella che è l’esperienza del vivere con tale fardello. Nell’impresa gli sono sicuramente d’aiuto tutti i giovani attori che compongono il cast, volti nuovi, ben calati nei rispettivi ruoli.

Emergency è un film capace di divertire e allo stesso tempo far pensare, un prodotto originale e intelligente del quale c’è sempre bisogno.

 

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