Il nuovo cinema italiano è stufo marcio

A  VENEZIA 70 SI ALZA IL CORO CONVINTO: ORA TOCCA A NOI, FUORI DAI PIEDI

Giovani, un’accezione sempre più delicata quando ci riferisce al controverso mondo del cinema. Controverso perché non si fa che parlare, raccontare storie e porre gli stessi quesiti da un ventennio a questa parte, girandoci sempre attorno, senza mai arrivare al nocciolo della questione. Senza ghettizzare il termine giovane privandolo della categoria di talento, la domanda è come fare per sbarazzarsi una volta per tutto del potere che ruota attorno a questa professione, al duopolio del cinema e dei satelliti orbitanti, come si fa a neutralizzarlo per poi estirparlo alla radice, spargendo concime sui resti ormai atrofizzati?

Mai come quest’anno, mai si è sentita cosi forte l’esigenza di trovare una soluzione definitiva, incontrandosi per affrontare deliberatamente il discorso e rispondendo che l’unica via è quella di tirare fuori attributi e faccia di bronzo in verde età. A Venezia 70 giovani produttori e distributori hanno incontrato giovani giornalisti per dare vita, come suggerisce lo slogan della rivista Fabrique du Cinema, al nuovo cinema italiano e dedicarsi solamente a lui. Bistrattato, sbeffeggiato, avvizzito, talvolta applaudito, ma sempre nelle retrovie del pianeta. L’impianto da demolire per ripartire dal nuovo giorno zero sarebbe già pronto, schiere di tecnici e artisti sono a lavoro da tempo e noi di Film 4 Life con loro, in attesa di rimpiazzare l’obsoleto col nuovo che, in stato avanzato, è ormai giunto a destinazione.

Quale? La presa del potere. Investire risparmi e dare voce e qualità a realtà alternative, non solo emergenti o indipendenti, fare si che scorra linfa fresca nei palazzi che contano o costruirne di nuovi in cui cominciare la risalita. Questa è la risposta, anzi la soluzione, senza paura del rifiuto. A mio parere il momento è prolifico, bisogna imparare dal passato e imporre la propria volontà, la propria professionalità e il proprio lavoro, anche in circostanze talvolta poco favorevoli. Parola d’ordine subentrare, anche a costo di risultare invadenti, proporsi con continuità senza fermarsi qui. I risultati arriveranno prima di quanto ci si possa immaginare, non si tratta di una scommessa, ma di una semina di qualità sul terreno audiovisivo di casa nostra.

Venezia docet…

 

 

 

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Alla ricerca estrema dell'originalità, quel talento nascosto che il cinema porta a galla con classe ed eleganza d'autore.
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