Chavez – L’ultimo comandante: recensione

CHI È STATO E COSA HA FATTO L’EX, DA POCO DECEDUTO, PRESIDENTE VENEZUELANO

chavez locandinaGENERE: documentario

DATA DI USCITA: 16 Aprile 2013

VOTO: 4 su 5

Quando gli Stati Uniti sono contro uno stato, l’opinione pubblica mondiale non può che vederne solo i lati negativi. Da questo punto di partenza ha preso il via il viaggio di Oliver Stone all’interno dell’America Latina, al fine di scoprire chi realmente fosse Hugo Chavez, realizzando Chavez – l’ultimo comandante. L’ex presidente del Venezuela, morto lo scorso 5 Marzo, è ritenuta una figura controversa per la maggior parte degli occidentali, troppo distanti dall’essere inglobati nella sua concezione di politica e stato.

Stone invece, partendo senza pregiudizio alcuno – anzi, ha tracciato un quadro forte e sorprendente di una persona che ha avuto quantomeno la volontà di riformare la società, e di far godere la sua nazione di un benessere economico che mai aveva conosciuto precedentemente. Quello che viene messo in scena è un J’accuse nei confronti degli Stati Uniti, nel non essere stati in grado di saper fronteggiare il rinnovamento di idee regnanti nel Sud America, e aver mostrato solo un’intransigente incomprensione.

L’America Latina vuole essere accettata nella sua diversità d’attuazione di politiche pubbliche e sociali, vuole diventare protagonista a livello internazionale e non territorio ombra dei cugini americani. Iniziando dal Venezuela, quello che porta sul grande schermo il regista premio Oscar è un grido d’esistenza di nazioni che da sempre sono sottovalutate. Spazio anche alla Cuba di Castro, all’Argentina di Morales, al Brasile di Lula, all’Argentina della Kirchner.

Quelle riportate nel documentario sono tutte testimonianze di come i tempi siano cambiati, altre riforme economiche sono state positivamente attuate, altri ideali si sono  affermati in una società che si basa sul legame stretto e privilegiato tra l’autorità e il suo popolo. Un fantastico documentario è quello che gira Stone, al quale dobbiamo un racconto diretto di una realtà politica nuova e affascinante, che non nasconde le sue debolezze ma cerca di farne una forza.

L’unica pecca però, è che si denota un po’ troppo la simpatia che Stone ha anche più volte ripetuto pubblicamente di avere, nei confronti di quello che, con malinconia, definisce l’ultimo comandante.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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