Jobs: il biopic uscirà il 17 ottobre

QUESTA LA DATA SCELTA PER VEDERE SUGLI SCHERMI DI TUTTA ITALIA IL FILM EDICATO AL FONDATORE DI APPLE

Finalmente, dopo alcuni tentennamenti, è stata resa nota la data ufficiale dell’uscita italiana del film autobiografico sulla vita del fondatore della Apple Steve Jobs. La pellicola approderà sui nostri schermi il 17 ottobre, e non il 3 ottobre come invece era stato affermato in precedenza. Distribuito da M2 Pictures, Jobs ha riscontrato piccoli problemi di distribuzione.

Nel 2012, uno dei principali operatori nel campo della distribuzione italiana, Filmauro, aveva acquistato i diritti di proiezione e di home video del film, includendo anche altre pellicole del festival di Cannes. Ad un certo punto, i problemi sono sorti oltreoceano, quando si è parlato di una cancellazione dell’uscita nelle sale a favore del canale domestico e delle televisioni premium. Open Road Films, casa che controlla i diritti d’autore negli USA, ha di nuovo cambiato idea annunciando il rilascio del film nelle sale per il 16 agosto, preceduto da una sorprendente campagna promozionale. Nel nostro paese, Filmauro ha affrontato dei problemi con “il detentore dei diritti”, come specificato a Macynet dall’ufficio stampa della casa di distribuzione.

Diretto da Joshua Michael Stern, il film racconta la storia dell’ascesa di Steve Jobs, interpretato da Ashton Kutcher, percorrendo le tappe più importanti dal 1971 al 2011, anno della sua morte: dall’abbandono del college fino al lavoro di imprenditore, la cui genialità ha dato il via a quella rivoluzione digitale che ha cambiato per sempre il nostro modo di vivere e di comunicare. Tra gli altri interpreti, Dermot Mulroney, Josh Gad, Lukas Haas, J.K. Simmons, Lesley Ann Warren e Matthew Modine.

Jobs non presenta soltanto episodi di vita quotidiana dell’inventore della Apple, ma mostra anche quegli aspetti più intimi che forse non tutti conoscono del grande imprenditore, oratore e inventore.

La critica statunitense ha però stroncato il film, definendolo “un prodotto scadente perfino per gli standard televisivi.” In particolare, il New York Times critica l’interpretazione di Ashton Kutcher che “sfortunatamente ha la tendenza a sottolineare i momenti più emozionanti delle sue scene con un sorrisetto, facendoci tornare alla mente la sua carriera di testimonial di macchine fotografiche digitali.” 

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.