Snack, si gira: Oldboy e i ravioli al vapore

SALTO IN ORIENTE PER SPIKE LEE, NEL SUO REMAKE DEL MUST FILM DI PARK CHAN WOOK

ravioli vaporeDopo un’annacquata pausa estiva, torna Snack si gira! la rubrica che attraversa il gustoso rapporto tra cinema e cibo. L’appuntamento di oggi – suggeritomi dalla mia amica Elettra – ci porta in Oriente, alla scoperta di un piatto diffuso in tutto il mondo, emblema, insieme agli involtini primavera, della cucina cinese: i ravioli al vapore.
I ravioli, chiamati nella lingua d’origine Jiaozi, sono degli involucri di pasta con all’intero della verdura e della carne, di solito un mix tra pollo e maiale. Vengono cotti a vapore nelle tipiche ceste di bambù, adagiati su delle foglie di cavolo cinese. In Asia, dove sono diffusi un po’ ovunque con delle varianti da regione a regione, li mangiano come antipasto o anche come spuntino, accompagnandoli con della salsa di soia.

Nel film Oldboy, questo piatto ricopre un ruolo importante, sia nell’originale del 2003 di Park Chan-wook, sia nel remake di dieci anni dopo diretto da Spike Lee.
Nella versione americana, il protagonista è Joe Doucett (interpetato da Josh Brolin), un dirigente pubblicitario che viene improvvisamente rapito da ignoti e rinchiuso in una sorta di stanza d’albergo, dalla quale gli è impossibile scappare. Per venti lunghi anni, Joe rimane prigioniero, senza avere alcun rapporto con i suoi carcerieri e restando completamente all’oscuro del perché gli stia accadendo ciò. In tutto questo tempo, come pasto gli viene dato esclusivamente del cibo cinese proveniente da un ristorante, tra cui i ravioli al vapore, che Joe mangerà per ogni giorno della sua lunga prigionia. Quando gli viene improvvisamente restituita la libertà (che si rivelerà, poi, essere fittizia), l’uomo tenta in ogni modo di risalire a chi lo abbia rapito e tenuto rinchiuso in una stanza, rubandogli venti anni di vita.

Per fare ciò, decide di partire dal luogo da cui il suo sequestratore si riforniva ogni giorno del cibo da dargli, ossia il ristorante cinese, ma Joe non sa quale possa essere. L’unico modo per identificarlo è assaggiare i ravioli a vapore di ogni ristorante della città: suo malgrado, l’uomo è infatti divenuto un vero esperto di questo piatto, convinto di riuscire a riconoscere con esattezza i “suoi” ravioli da tutti gli altri preparati nei diversi locali cinesi. E, infatti, vi riesce. Magari non saranno proprio come i ravioli di Joe, ma anche voi potete provare a ricreare questo famosissimo piatto orientale, utilizzando degli ingredienti facilmente reperibili anche nelle nostre zone.

Ingredienti per 30 ravioli:
200 gr di farina
100 ml di acqua
1 pizzico di sale
200 gr di carne macinata di maiale e/o pollo
1 carota
½ porro
100 gr di verza
2 cucchiai di salsa di soia
zenzero

Preparazione:
Si inizia con il preparare la pasta dei ravioli. Disponete la farina a fontana in una ciotola e aggiungete un pizzico di sale; incorporate l’acqua poco a poco. Mettete poi l’impasto su una spianatoia infarinata e iniziate a lavorarlo con le mani, fino a quando sarà compatto e sodo. Avvolgetelo poi con della pellicola e mettetelo a riposare per circa un’ora in un luogo fresco. Nel frattempo pensate al ripieno: tritate finemente la verza, il porro e la carota che avrete precedentemente lavato. Aggiungete alle verdure così tagliate la carne macinata, lo zenzero e la soia, mescolando il tutto fino a ottenere un impasto omogeneo.

Riprendete la pasta, spianatela e ritagliate dei cerchi. All’interno di ogni cerchio mettete un po’ d’impasto, chiudete il raviolo formando una mezzaluna e lavorandola con i polpastrelli per dargli le pieghe tipiche del raviolo cinese. Dopo aver foderato il cesto di bambù con le restanti foglie di verza, poneteci sopra i ravioli, mettete il coperchio e cuoceteli per circa 15 minuti. Quando la pasta dei ravioli sarà un po’ trasparente, allora vorrà dire che sono pronti per essere serviti. Non dimenticate di accompagnarli con altra salsa di soia.

 

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