SIX: Intervista al regista

FRANK JERKY CI RACCONTA LA VITTORIA AL ROMA CREATIVE CONTEST

10474828_758636060852979_506823904086893787_o New York – Parlare di fuga dei cervelli quando si deve raccontare la storia di Frank Jerky, al secolo Francesco Carnesecchi, non è propriamente corretto. Il suo percorso professionale e artistico è infatti ben diverso da quello dei tanti ragazzi italiani che negli ultimi anni hanno lasciato l’Italia per cercare fortuna e destino migliori.

Frank ha trovato l’”America” e la sua strada ben 7 anni fa quando con un biglietto per New York decideva di andare a frequentare un corso di cinematografia alla prestigiosa New York Film Academy. “Da sempre il mio sogno era quello di trasferirmi negli Stati Uniti e provare a fare quello che più amo, il filmaker”.

Detto, fatto. L’occasione arriva dopo aver frequentato per 3 anni lo IED a Roma e con una borsa di studio ottenuta dopo il diploma l’America è più vicina che mai, è realtà.

Oggi, il suo viaggio ideale attraverso questi sette lunghi anni si chiude metaforicamente con la recente vittoria ad un festival molto importante nel panorama indipendente italiano, il Roma Creative Contest.

Organizzato dall’Associazione Culturale Images Hunters, questo Festival Internazionale di Cortometraggi giunto alla sua quarta edizione e nato dalla volontà di creare uno spazio di promozione e confronto del nuovo cinema indipendente, si è ormai trasformato in un punto di riferimento per le produzioni e il cinema “giovane”.

Lo scorso ottobre sul palco del Teatro Vittoria di Roma a premiare i vincitori di questa rassegna era stato chiamato in qualità di Presidente di Giuria il titolatissimo regista Giuseppe Tornatore, il quale al momento di consegnare il premio per la miglior Regia ha pronunciato il suo nome: Frank Jerky. Un riconoscimento che in molti attendevano dopo aver riscontrato gli umori del pubblico in sala. E per una volta la giuria si è trovata d’accordo.

In un’afosa Brooklyn di fine estate due bambini stanno giocando in uno dei tanti rooftoop del quartiere. Con uno stereo dal sapore vintage la ragazza si diverte ad ascoltare la musica a volume alto lasciandosi cullare dal vento che le spettina i capelli e fa svolazzare con moto continuo le lenzuola stese ad asciugare sul tetto del terrazzo. Il ragazzo invece, più piccolo, si diverte con delle macchinine immaginando nella sua mente corse automobilistiche. Mentre gioca però la sua attenzione è attirata da un’oggetto misterioso nascosto in un piccolo angolo della terrazza. Quella che il bambino si ritrova in mano è una pistola.
E come tanti bambini il suo istinto è quello di “giocare” a sparare. Sarà carica la pistola? Chi saranno i suoi bersagli?
SIX ci tieni incollati alla poltrona per 15 minuti di puro climax in cui la tensione sale ogni volta che il bambino tenta di sparare un colpo…

Da un lato l’innocenza del giovane protagonista dall’altro la tensione crescente e la violenza istintivamente associata ad uno strumento potenzialmente mortale. In molti hanno voluto rivedere in questo corto una sorta di denuncia velata al problema della diffusione delle armi che da anni alimenta il dibattito pubblico in America.
In realtà Frank quando scriveva questa storia non pensava minimamente alle implicazioni pseudo “politiche” e al dibattito che questo progetto avrebbe potuto scatenare.
“Ciascuno di noi è la misura di quello che sta vedendo e inconsciamente si tende a dare significati e valori che spesso divergono tra loro. Per me conta la storia che voglio raccontare e questa era nella mia testa da molto tempo. Già durante il periodo del liceo avevo girato un corto amatoriale con alcuni compagni di classe dal titolo Cinque che aveva delle analogie con questo racconto”.

Torniamo ora al presente: Ottobre 2014. Frank e il suo ultimo lavoro, SIX, sono premiati nella città natale, Roma, per un lavoro totalmente made in USA e realizzato nella città più “cinematografica” che ci sia nell’immaginario collettivo: New York.
Una vittoria ottenuta in casa vale però di più di molti altri riconoscimenti e ironia della sorte questo primo riconoscimento nel belpaese arriva con un po’ di ritardo rispetto ai molti riconoscimenti già collezionati da tempo in diverse rassegne internazionali.

SIX è stato accolto con grande attenzione da numerosi festival americani a partire dal Rooftop Films Summer Series di New York passando poi per Katra Film Series, il Mill Valley film Festival, tra le prime dieci manifestazioni al mondo sul genere, quindi all’Orlando Film Festival e ultimo in ordine di tempo il Forum Film Festival, di nuovo a New York.

Il successo di questo corto è frutto di un lavoro complesso durato molti anni e reso possibile dall’unione di diverse competenze e di diverse “menti”. Menti tutte italiane che sotto la “guida” di Frank si sono ritrovata in un progetto dal nome Wrong Way Pictures (www.pictureswaywrong.com).

Questa casa di produzione si sta specializzando in primo luogo per produzioni indipendenti, ma sta puntando anche sul mercato più commerciale realizzando spot televisivi e videoclip musicali potendo contare già diversi clienti dal nome importante quali tra gli altri Polase, Hsbc, Toshiba, Tod’s,Pfizer, Charles Stanley, Bbc Media, Ima Robot, Coastgaard e Bluebell.
Il tutto in attesa del grande passo: quello del lungometraggio. Frank è pronto e nel frattempo lavora già al prossimo progetto che lo vedrà impegnato nella prossima primavera: un corto da girare in Italia, a Roma proprio grazie al premio della vittoria al Creative Contest.

 

SIX (Official Trailer) from Wrong Way Pictures on Vimeo.

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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