Suite Francese: dal libro al film

SUITE FRANCESE: DAL LIBRO DI IRÈNE NÉMIROVSKY AL FILM DI SAUL DIBB

suite_francese_libroSuite francese è, ormai, già un classico della narrativa d’Oltralpe. Scritto da Irène Némirovsky, nata a Kiev da una ricca famiglia ebraica e morta di tifo nel campo di concentramento di Auschwitz il 17 agosto del ’42, il libro è stato pubblicato come opera incompiuta solo nel 2004, a più di 60 anni dalla sua stesura. Inizialmente la Némirovsky voleva scrivere una sorta di personalissimo Guerra e pace: un’ opera ambizione concepita dall’autrice come un’epopea in 5 volumi.

Purtroppo la storia e il destino della donna hanno fatto sì che questo suo sogno di scrittrice non potesse vedere luce ma comunque, il primo dei 5 desiderati volumi, è diventato un vero e proprio romanzo culto tradotto in 40 lingue e con all’attivo in tutto il mondo più di due milioni di copie vendute.

Suite Francese fu redatto dall’autrice quando si trovava a Issy-l’Evéque, fra il 1941 e il 1942, un piccolo paese della Borgogna, sfollata insieme al marito Michel Epstein e alle due figlie Denise ed Elisabeth. La storia è quella Lucile Angellier, bellissima giovane che vide nella Francia degli anni ’40, che, nell’attesa di ricevere notizie del marito prigioniero di guerra, trascorre un’esistenza soffocante insieme alla suocera, donna dispotica e meschina.

La vita di Lucile viene stravolta quando i parigini in fuga si rifugiano nella cittadina dove vive e la città viene invasa dai soldati tedeschi che occupano le loro case. Inizialmente Lucile ignora la presenza di Bruno, raffinato ufficiale tedesco che è stato dislocato nella loro abitazione. Ma dopo l’iniziale indifferenza, Lucile risveglia il suo cuore e inizia a esplorare sentimenti sepolti che la porteranno inevitabilmente verso l’uomo.

L’amore ai tempi della guerra è raccontato in maniera magistrale nel romanzo della Némirovsky che tra le righe esprime con parole forti d’ingiustizia il dolore puro di chi è vittima della guerra. Proprio sulle bellissime immagini descritte dall’autrice e dal suo racconto è stato basato l’omonimo film diretto da Saul Dibb, documentarista che immediatamente si è innamorato della fantasia della donna, morta a causa del più feroce orrore umano della storia.

Dibb ha scelto di trasporre per il grande schermo Suite Francese non solo per la trama, facilmente adattabile a un’opera d’arte cinematografica, ma anche perché l’idea di una visione della guerra “civile” e non militare ha allettato immediatamente il cineasta. Dibb stesso ha detto dell’opera di Irène Némirovsky, il cui film è nelle sale dal 12 marzo scorso e ha come protagonisti, tra gli altri, Michelle Williams, Kristin Scott Thomas, Matthias Schoenaerts: “Si può accettare un romanzo incompiuto ma non un film senza conclusione. Il mio background è nella realizzazione di documentari, quindi per me il fatto che il romanzo fosse incredibilmente autentico, quasi come una capsula del tempo nascosta per sessant’anni è stato molto emozionante”.

 

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