Anomalisa, l’animazione delle emozioni

ANOMALISA, IL FILM CHE LA MAMMA ASPETTAVA A VENEZIA 72

Anomalisa locandinaLo stavo aspettando, “il film” di Venezia72: ed è arrivato, finalmente! Dopo una serie di pellicole indubbiamente ben girate e dai temi interessanti, mancava la grande emozione, il sogno, l’essere trasportati da qualcosa che, anche se evidentemente finto, riesce a fartelo dimenticare, facendoti entrare in una dimensione intima, vera, profonda e universale. E ci è riuscito perfettamente Anomalisa, il film d’animazione di Charlie Kaufman (Being John Malcovich, sceneggiatore di Se mi lasci ti cancello) e Duke Johnson.

Bastano pochi minuti e quei pupazzi diventano più veri del vero: sentimenti di solitudine, di ricerca di sé e dell’altro da sé, il tutto in un contesto sociale spersonalizzato che ha una voce unica per tutti i personaggi, tranne che per loro, Mr. Stone e Lisa. Lui è una specie di guru della comunicazione aziendale, incapace di comunicare con se stesso e con le persone che ama o pensa di amare, lei una ragazza complessata e timida, con una voce soave e che canta divinamente Girls just wanna have fun, anche nella versione italiana.

Kaufam e Johnson ci regalano un’umanità disumana che cerca di tornare a sé stessa, alla natura e al centro delle cose vere. Persone schiacciate dalla routine, dalle carriere, dal “così si fa” che in un anonimo albergo tentano di compiere un viaggio che le riporti in vita. Sceneggiatura perfetta, dialoghi ironici e profondi, ritmo che funziona, immagini capaci di farti entrare proprio là, nella storia, e farti sentire come loro. E che dire della scena erotica in stop motion? Di sicuro la più bella scena hot della cinematografia degli ultimi anni. Poesia, incanto e disincanto: può un incontro fortuito cambiarci la vita? Ma quanto durerà prima che riappaia quel senso di frustrazione, solitudine?

Il film nasce da una piece teatrale, e poteva essere girato in due settimane con gli attori, invece la realizzazione è durata due anni. Kaufman si è autofinanziato su Kikstarter, per avere libertà assoluta, e il risultato è un film che ha tutti i numeri per aspirare ad al Leone d’Oro. Perchè se si raccontano cose vere e profonde, anche i pupazzi sembrano avere un’anima.

Le voci sono di Jannifer Jason Leigh, David Thewlis e Tom Noonan.

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Ylenia Politano, giornalista, si occupa da diversi anni di cultura, lifestyle e cinema. Mamma di tre creature e moglie di un attore, tra un asilo, uno scuolabus, una piscina e feste con 20 bambini di età compresa tra 1 e 9 anni, torna al suo primo amore, il cinema. Interviste, recensioni, riflessioni. Grandi maestri e nuovi talenti. Incursioni qua e là. Set, anteprime, backstage. Quando la mamma non c’è…”la mamma è al cinema!”