Lui è tornato, dal libro al film

DAL CASO EDITORIALE AL SUCCESSO CINEMATOGRAFICO: IL FILM TRATTO DA LUI È TORNATO DI TIMUR VERMES ARRIVA ANCHE IN ITALIA

Timur-Vermes-Lui-è-tornato Se dopo settant’anni dalla sua morte Adolf Hitler tornasse in mezzo a noi, cosa accadrebbe? Difficile dare una risposta a questa domanda, ma ci ha provato Timur Vermes con il libro Lui è tornato. Pubblicato nel 2012, ha avuto un successo di carattere planetario diventando un vero e proprio caso editoriale, vendendo solo in Germania oltre 2 milioni di copie e venendo tradotto in decine di lingue.

Adolf Hitler si risveglia ai giorni nostri, improvvisamente, in un parco di Berlino, nel punto preciso dove sorgeva il suo bunker. Per lui non sembra essere passato neanche un giorno, invece sono trascorsi circa 70 anni, e la guerra non solo è finita, ma l’intero mondo come lo conosceva è cambiato. Dallo shock iniziale torna ad avere fiducia in sé e nel compito che gli è stato predestinato: lui è tornato perché lo ha voluto il destino e i suoi piani per la Grande Germania devono (e possono) finalmente compiersi.

Vermes gioca sulla scoperta di quei mezzi che per noi sono uno strumento quotidiano e dall’uso semplice e automatico, ma che per una persona che si risveglia dopo decenni possono sembrare obsoleti eppure allo stesso tempo assolutamente affascinanti. Così Hitler arriva a confrontarsi con “internez” (“E dopo poco tempo constatai che qualsiasi cosa scrivessi, finivo sempre allo stesso indirizzo protogermanico, chiamato Wikipedia; era chiaro che quel nome derivava dalla combinazione  di “enciclopedia” e di “Vichinghi”, una stirpe germanica ben nota per il suo spirito esploratore. Di fronte a un simile progetto mi commossi fino alle lacrime”), poi con la televisione, che invece di sfruttare il suo vero potenziale, quello propagandistico, si fissa sulla programmazione di un palinsesto inutile. Resta però un mezzo potentissimo, e lui lo sa. Per questo riesce a usare il fatto di essere stato scambiato fin dall’inizio per un comico e imitatore di Hitler per approdare in tv e ottenere consensi con questo particolare personaggio, cioè semplicemente sé stesso, senza mai rinnegare gli ideali che tutti conosciamo.

Il libro, scritto in prima persona, diventa quasi un diario del dittatore, che ci regala approfondite riflessioni sul mondo di oggi, accompagnate da puntuali e precise testimonianze storiche, su cui Vermes si è largamente documentato. Lui è tornato mostra al lettore come una personalità come quella di Adolf Hitler possa potenzialmente, attraverso le nuove tecnologie e i mass media, tornare ad ottenere consensi, ma lo fa scegliendo la strada della comicità e della satira, puntando sulle risate ma non senza un risultato inquietante.

Lui è tornato locandinaLo scorso ottobre ha debuttato in Germania il film ugualmente intitolato Lui è tornato, diretto da
David Wnendt e con un fantastico Oliver Masucci nei panni del dittatore. La pellicola ha avuto in patria un tale successo da superare addirittura gli incassi di Inside Out. A fine mese arriverà anche nelle sale italiane, solo per tre giorni (26, 27 e 28 aprile) distribuito da Nexo Digital, ma da inizio aprile è disponibile su Netflix. Il film rimane fedele al libro, salvo per il fatto di aver dovuto comprimere nella durata canonica centinaia di pagine e un’infinità di dettagli, riferimenti storici, impressioni e riflessioni dell’Hitler appena tornato al mondo. La storia però non perde il suo senso, il suo valore, né ne risente il messaggio, che adattandosi agli accadimenti degli ultimi anni volge a incentrarsi su un altro problema sempre più ingombrante, ossia quello del razzismo legato all’immigrazione.

La trovata geniale di Wnendt è stata quella di portare in parte avanti il lavoro come fosse una candid camera, facendo passeggiare questo personaggio in divisa dall’aspetto inequivocabile per le strade tedesche e riprendendo la reazione dei passanti, sincera quanto spiazzante. In molti hanno fermato il Fuhrer per dei selfie, e mentre alcuni hanno manifestato sdegno, molti altri invece non hanno nascosto il loro apprezzamento per questa figura storica. Insomma, quest’opera, nella sua doppia veste di libro e film, è tanto divertente quanto allarmante, e sottolinea come l’uomo rimanga sempre spaventosamente prevedibile, costantemente pronto a commettere gli stessi tremendi errori.

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