Il campione : recensione

il campione

LA PARABOLA UNIVERSALE DI UN FENOMENO DEL CALCIO NE IL CAMPIONE DI LEONARDO D’AGOSTINI

GENERE: Commedia, Drammatico

USCITA AL CINEMA: 18 aprile 2019

DURATA: 105 min

VOTO: 3,5/5

Gli amanti del calcio lo ameranno. Chi non conosce il significato del 4-4-2 e non sa cosa sia un fuorigioco non imparerà, certamente, queste cose durante la visione de Il Campione ma resterà piacevolmente sorpreso dal realismo autentico di un film sul calcio inteso come industria d’intrattenimento. Infatti è proprio questo l’obiettivo del primo lungometraggio del regista Leonardo D’Agostini, ovvero quello di mostrare come uno sport nazionale come il calcio possa distruggere e inghiottire la vita di un ragazzo a cui mancano punti di riferimento importanti. Una metafora della vita, tra cadute e risalite, dove non sempre è facile prendere la decisione giusta e scegliere le persone da avere al proprio fianco.

il campioneProtagonista del film in sala dal 18 aprile 2019, è Christian Ferro (Andrea Carpenzano), giovane campione dell’AS Roma. Christian sembra avere tutto dalla vita: ha vent’anni, una megavilla con Lamborghini, Audi e Ferrari in garage, una fidanzata influencer, migliaia di fan adoranti e un contratto multimilionario. Uno che ha i piedi di un Francesco Totti e un Cristiano Ronaldo ma la testa di un Balotelli o Cassano, giusto per inquadrare il tipo. Infatti, le vittorie e i successi sul campo da calcio vanno di pari passo con le bravate e i colpi di testa, istigato da tre amici di infanzia che lo accusano di essersi “ripulito”. Christian, infatti, viene dal Trullo, quartiere periferico della Capitale. Alle spalle anni di miseria e degrado, un padre assente e una madre scomparsa troppo presto. Il successo e i soldi arrivati all’improvviso nella sua vita lo hanno completamente mandato fuori da ogni rango e non c’è psicologo, personal trainer o Life coach che riesca a rimetterlo in riga. Festini, risse fuori dai locali, incidenti a bordo di auto lussuose rischiano ogni giorno di mettere in cattiva luce tutta la squadra e la società sportiva.

Dopo l’ennesimo scandalo, che lo ha visto protagonista di un furto in un centro commerciale, il Presidente della squadra lo mette davanti a una scelta: o decide di studiare e superare l’esame di maturità o resterà in tribuna. Per aiutarlo nello studio e insegnargli la disciplina, viene, quindi, assunto Valerio Fioretti (Stefano Accorsi) ex professore del liceo che dà ripetizioni private e che, impensabile per uno che vive a Roma, non sa neanche chi sia Christian Ferro.

Con tanto di Multipla scassata e un grave lutto nel passato, il professore non avrà solo il compito di insegnare storia e filosofia al campione ma riuscirà a fargli aprire gli occhi sulla sua vita, fatta di sole apparenze e di persone che approfittano dei suoi soldi e del suo successo. Diversi e lontani, i mondi di Christian e Valerio si incontreranno e troveranno numerosi punti di contatto, cosicché i due si aiuteranno a superare i propri limiti.

il campione

Fra scene di calcio giocato e spettacolari immagini dello Stadio Olimpico, Il Campione non è un semplice film sullo sport. Rappresenta un’occasione per riflettere su quanto possa essere insidioso il mondo calcistico, un universo fatto di squali nel quale è facile restare intrappolati. Attirati dall’adrenalina in campo, l’amore dei fan e i guadagni facili si finisce per perdere di vista i valori veri e importanti della vita, soprattutto se si è fragili e ingenui come Christian. Dunque, il film di D’Agostini si presenta come un racconto di formazione, che riesce a sfruttare la realtà del nostro paese per raccontare una storia universale e personale allo stesso tempo. Il buon risultato del film è sicuramente opera del regista e del team di produttori Matteo Rovere e Sydney Sibilia e delle sceneggiatrici Giulia Steigerwalt e Antonella Lattanzi, che hanno lavorato su storie vere, le quali hanno contribuito a dare quel tocco di realismo che permette di immedesimarsi facilmente in Christian e nei vari personaggi.

Ma buona parte del successo è dovuto anche alla bravura dei due interpreti principali, Carpenzano e Accorsi. Accorsi, nonostante un’importante carriera alle spalle, si è messo al servizio del suo giovane collega, rientrando alla perfezione nel ruolo del professore. Senza Carpenzano, Christian Ferro non sarebbe lo stesso, non avrebbe quell’insieme di arroganza e malinconia, con i suoi occhi vispi e le sue poche ma potenti parole, spesso esilaranti nelle battute in romanesco con il professore.

Un insieme, quindi, ben riuscito che ha portato a un risultato apprezzabile, per un film che ha ricostruito il dietro le quinte e le dinamiche di quello che non è più solo uno sport ma un business, che trasforma tutto in occasione di guadagno.
Prima di tutto questo, però, Il Campione di D’Agostini ha voluto portare sul grande schermo la vita di un ragazzo, star del calcio, i suoi sentimenti e la sua testa, che impara a usare sia sul campo da calcio che nella vita.

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