A Fantastic Fear Of Everything: Missing in Italy

SIMON PEGG, IN ATTESA DI VEDERLO NE “LA FINE DEL MONDO”, APPARE TERRORIZZATO E PIENO DI OSSESSIONI NELLA BIZZARRA DARK-COMEDY INGLESE

a-fantastic-fear-of-everything posterCi sono film che pur essendo facilmente ascrivibili al genere della commedia hanno talmente tanti elementi nelle loro storie da sfiorare il thriller, l’horror e il dramma: è il caso di A fantastic fear of Everything, l’esordio di Crispian Mills & Chris Hopewell alquanto difficile da classificare, capace di essere esilarante in un momento, per poi darti una botta di adrenalina nei momenti più inaspettati.

Jack (Simon Pegg) è uno scrittore afflitto da varie ossessioni che nel corso di alcune ricerche sui serial-killer dell’epoca vittoriana ne rimane a tal punto terrorizzato da decidere di non uscire di casa per un lungo periodo. Quando però un produttore cinematografico vuole incontrarlo per proporgli l’adattamento di uno dei suoi lavori, Jack è costretto a uscire e ad affrontare prima di tutto quello che è stato il più grande trauma della sua infanzia: la lavanderia a gettoni sotto casa. Ma cosa è veramente successo in quel posto?

Quando nella prima inquadratura vediamo il primissimo piano dell’occhio sbarrato di Simon Pegg sappiamo già in quali territori siamo: quelli di una commedia che più cupa non si potrebbe, con atmosfere tra Hitchcock e Lynch in un ‘pastiche’ che farà storcere il naso a chi cerca un film di puro disimpegno. In realtà A fantastic fear of Everything stupisce, perché tra una risata e l’altra, è capace di elaborare delle riflessioni sull’elaborazione del trauma e delle proprie ossessioni che in una facoltà di psicologia avrebbero bisogno di eventualmente un anno per essere spiegate.

I registi Mills e Hopewell (il primo anche sceneggiatore) sanno come catapultarci nelle ossessioni del protagonista e nella prima mezz’ora girata quasi interamente nello spazio di quattro mura creano un’atmosfera inquietante tra realtà e sogno, capace di evocare gli spazi mentali di un uomo a prima vista simpatico e un po’ strambo, ma in realtà profondamente turbato. Simon Pegg, manco a dirlo, in questo ruolo tragicomico è straordinario, nonostante il taglio di capelli gridi vendetta: fin dalla prima inquadratura siamo con lui e, addirittura pensiamo che quelle paure e ossessioni non possano essere così lontane dalle nostre.

Un prodotto bizzarro dunque questo Fantastic Fear e non stupisce che non abbia incontrato i favori delle nostre case di distribuzione: gli amanti delle commedie per niente convenzionali ad ogni modo non dovrebbero lasciarselo scappare.

 

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