Angry Birds – Il film: recensione

GLI ANGRY BIRDS DELLA FAMOSA APP DEBUTTANO AL CINEMA IN UNA VERSIONE SPASSOSA, GRAZIE ANCHE ALLA MANO DI UN’ITALIANA

Angry Birds locandinaGENERE: animazione

DURATA: 97 minuti

USCITA IN SALA: 15 giugno 2016

VOTO: 3 su 5

Su un’isola paradisiaca dispersa in chissà quale oceano, abitano solamente uccelli di ogni specie e colore, tutti (o quasi) felici nonostante la propria incapacità di volare. Sembra quasi non essere ammesso essere arrabbiati, infatti tra di loro ci sono Red, Chuck, Bomb e Terence, che si conoscono a un corso sul controllo della rabbia. Un giorno sbarcano diverse navi di maialini verdi, in apparenza in cerca di amicizia, ma che in realtà celano un pericoloso segreto.

Forse non conoscete i loro nomi, ma di certo avete giocato, almeno una volta, o semplicemente sentito parlare della famosa applicazione Angry Birds; sì, quella con tutti quelli uccelli arrabbiatissimi che si scatenano con ogni propria personale abilità contro i maialini verdi, ladri di uova. Ebbene, ora Red, Chuck, Bomb e i loro amici “prendono vita” in una nuova avventura sul grande schermo, prodotta da Sony Pictures e diretta da Clay Kaytis e Fergal Reilly. Un’operazione difficile (e più volte tragicamente fallita negli anni passati con altri videogiochi), eppure riuscita, quella di partire da uno dei giochi di maggior successo degli ultimi tempi e regalargli un storia che si reggesse sulle proprie gambe, dando spessore ai personaggi senza perdere di vista le loro caratteristiche di partenza, arricchirli di sentimenti, di un vissuto e di una motivazione per non perdere la fiducia, ma anzi acquistarla in sé stessi e in chi è loro accanto.

Questi uccelli non volano (“E dove dovrebbero mai andare?”), hanno la felicità a portata di mano e nessun pericolo all’orizzonte. Dopo una prima parte originale e per lo più narrativa, che ci mostra la loro società e ci presenta il protagonista Red anche attraverso dei flashback, entriamo nel vivo dell’azione, nel “gioco” vero e proprio: l’invasione, il tranello, e la guerra, che ogni uccello combatte riuscendo a volare, cioè lanciandosi con una fionda gigante contro gli avversari grazie ai propri “poteri” (saper farsi esplodere, essere velocissimo, sparare dal sedere,…).

La determinazione degli Angry Birds viene fuori solo grazie a tutto ciò a cui le critiche e le prese in giro hanno portato Red, alla rabbia appunto. Ma poi perché questi uccelli dovrebbero essere arrabbiati? È questo che scopriremo nel film: perché Red e gli altri sono finiti al corso sul controllo della rabbia? E perché, soprattutto, se la prendono tutti con i maiali: cosa avranno mai combinato? Red è un misantropo, portato ad odiare chi lo circonda a causa dei pregiudizi che il prossimo non è mai riuscito a risparmiarsi sul suo conto. Eppure, alla fine la rivincita c’è, ed è raggiunta in modo particolarmente originale, perché la vittoria arriva solo grazie a quel sentimento che tutti gli hanno criticato fino a farlo allontanare, ma che ora lo fa diventare un leader. Dopo tutto che male c’è ad essere un po’ arrabbiati?

Tra le voci italiane ricordiamo quelle dei protagonisti, ossia Maccio Capatonda, Francesco Pannofino e Alessandro Cattelan, ma la vera star a cui fare il grande applauso è Francesca Natale, la character art director, romana, che ha dato corposità, morbidezza ed espressività a questi piccoli pennuti arrabbiati. Angry Birds si mostra agli occhi allo spettatore a suon di battute e frizzante ironia (è già indimenticabile lo striscione “I love cholesterol” mostrato dai maialini), senza dimenticare i tanti rimandi cinematografici e non, di spessore o meno, dalla citazione delle gemelle di Shining a quella del best seller 50 sfumature di grigio, diventato 5o shades of green in onore dei maiali, fino ad una colonna sonora, che seppur poco originale, ripropone comunque delle grandi hit.

 

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"Suonala ancora, Sam"